L’Assenza di scuole di arte e design degne di questo nome in Italia comincia a farsi sentire. Il mercato del lavoro è popolato da autodidatti che si arrabattano e sedicenti “eurodesigners” appena usciti da Istituti che di istituire non hanno voglia e tempo.

Come spesso mi succede questo articolo nasce da una lunga discussione partita in mailing list (WD-ITA, la più seguita in Italia dedicata al WebDesign). E’ un discorso che torna e ritorna ciclicamente. Un problema che a quanto pare nessuno vuole vedere veramente, rischiando di farlo diventare un problema sociale oltre che scolastico.

Sempre su WD-ITA a proposito dello stesso argomento poco tempo fa inviai un post con le pubblicità di scuole di design anglosassoni sull’ultimo numero di I.D. (International Design).. adesso prendo come esempio l’ultimo numero di HOW e faccio lo stesso, vediamo… allora:

Tra le solite pubblicità delle fabbriche di carta e stock photography…

Pagina 2:

Academy Of Art College
founded in San Francisco in 1929
Advertising, 2D&3D Animation, Architecture, Car Design, Computer Arts, Costume Design, Fashion & Merchandising, Fine Art, Game Design, Graphic Design, Illustration, Industrial Design, Interior Architecture, Motion Pictures & Television, New Media, Photogrphy, Sculpture, Visual Effects

Pagina 10:

Syracuse University School of Visual and Performing Arts
“Master of your domain.”
New York

Portfolio Center
The School for Design, Art Direction, Media Architecture, Writing, Advertising, Photography & Illustration
Atlanta

Pagina 34:

Savannah College of Art and Design
Graphic Design, Interactive Design, APPLY NOW!
Savannah, Georgia

Quattro scuole solo questo mese… cosa voglio dire? Non certo presuppore a priori che siano buone scuole (ci mancherebbe), ma, come si può vedere, che in America e Inghilterra tutte le scuole d’arte si occupano anche e soprattutto di design e che ne esistono a decine, la maggiorparte delle quali di alto livello.In Italia invece, come è già stato detto, le nostre accademie d’arte insegnano pittura, scultura, ecc e sono completamente indifferenti al design. Risultato? Da una parte le accademie ci rimettono, perchè i loro iscritti sono in costante caduta libera (quando arriveranno a ZERO magari se ne renderanno conto?), dall’altra il mercato reagisce come può, partorendo pseudo scuole private che puntano al profitto, non certo all’istruzione e sono fintamente modellate su un modello americano rimpicciolito alla realtà italiana e “immaccheronito”. Chi ci rimette? Gli studenti in primis, che non solo buttano via i loro preziosissimi anni da dedicare all’istruzione, ma oltrettuto soldoni per iscriversi a queste scuolette private.

La soluzione?
Le accademie d’arte italiane, baluardo dell’istruzione artistica, devono introdurre nuovi corsi legati al design, all’advertising, ai new media e alla comunicazione come è successo in tutto il resto del mondo. Devono diventare Accademie di Arte & Design.

Non siamo più nel Rinascimento è ora di rendersene conto.
Introdurre corsi di Art Direction, Advertising, WebDesign, 2D&3D Animation, Architegture, Car Design, Computer Arts, Costume Design, Fashion & Merchandising, Fine Art, Game Design, Graphic Design, Illustration, Industrial Design, Interior Architecture, Motion Pictures & Television, New Media, Photogrphy, Sculpture, Visual Effects… continuo??

Bisogna andare in America e studiare come queste “nuove” scuole si riescano ad integrare con il territorio e il mercato del territorio. Come gestiscono stage e inserimenti nel mondo del lavoro, quanto dedicano a questo e quell’argomento, quali sono i corsi più attivi e quanto questo dato è influenzato dal mercato del lavoro. Servono insomma buoni corsi, con buoni insegnanti, incentivati da buoni stipendi e soprattutto corsi incentrati sul mondo del lavoro in primis, non prettamente accademici, con stage ed esperienze dirette anche durante il periodo di insegnamento e un orientamento che non dev’essere fine all’istruzione, ma modello per l’istruzione.

Qualcuno in realtà ci stà timidamente provando. E’ da poco attivo per esempio presso l’Accademia di Belle Arti diUrbino il nuovo corso di “Progettazione Multimediale”, riporto dal sito ufficiale dell’ABAU:

“Il corso di Progettazione multimediale si propone, attraverso un percorso che vede strettamente legate teoria e tecnica, di formare progettisti e creativi in grado di creare sistemi di interazione complessa sia nel sistema digitale (computer o rete) che in un sistema di tipo analogico. La figura che il corso andrà a formare è quella del Progettista multimediale”

Difficile valutare quanto valga un corso del genere (Corso sperimentale triennale + Specializzazione biennale) di osare a quanto pare c’è molta paura… è comunque lodevole il tentativo.

A Milano è poi nata la “Nuova Accademia di Belle Arti” che accoglie i suoi visitatori con un originale “we are different”… i presupposti ci sono tutti: Pittura, Product Design, Moda & Textile Design, Communication Graphic Design, Scenografia, Arte & Design… quindi corsi più orientati sul lavoro futuro e sul territorio che sullo strascico Rinascimentale italiano. Oltretutto per chi sta pensando sia la solita scuola privata il sito chiarisce subito ogni dubbio:

“è un’Accademia non Statale Legalmente Riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), e conferisce Diplomi Accademici validi a tutti gli effetti di legge (concorsi statali e insegnamento). Dal dicembre 1999 le Accademie di Belle Arti godono dello status giuridico dell’Università “di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile” e “rilasciano specifici diplomi accademici di primo e secondo livello, nonché di perfezionamento, di specializzazione e di formazione alla ricerca in campo artistico” (legge 21 dicembre 1999, n.508) “equiparati alle lauree” (legge 22 novembre 2002, n. 268).”

Insomma i presupposti ci sono tutti, ma non ho elementi per elogiare o meno i corsi di questa “nuova accademia”… immagino che salteranno fuori commenti interessanti.

Un’altra buona possibilità sone le “ISIA”. L’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino (ISIA) trae le sue origini dall’Università delle Arti Decorative, inaugurata a Monza nel 1922 e, quasi immediatamente ridenominata ISIA, una scuola prevista dalla legge Gentile come proseguimento degli studi per gli allievi dell’Istituto Statale d’Arte di Monza.

L’attivazione degli istituti attualmente esistenti – Faenza, Firenze, Roma e Urbino – ha luogo a partire dagli anni Sessanta.
Vengono ammessi ai suoi corsi trenta studenti per ogni anno tra quanti, in possesso di un diploma di maturità quinquennale (o dall’attestato di superamento del corso integrativo successivo al diploma di maturità artistica o di maturità magistrale), abbiano superato una selezione imperniata su prove culturali e grafiche.A compimento del corso di studi, gli studenti sostengono l’esame finale che consiste nella presentazione e discussione di una tesi di tipo progettuale e conseguono il diploma di Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, equipollente al diploma di Accademia di Belle Arti.

L’ISIA è forse la migliore scelta oggi per chi vuole imparare qualcosa di grafica, design e comunicazione, ma il suo numero chiuso la limitano moltissimo, inutile dirlo, e lasciano enorme spazio a tante altre realtà meno qualificate.

L’unica altra alternativa sono insomma le decine di scuole e scuolette private che sono nate negli ultimi 3 o 4 anni in Italia sull’onda della New Economy e dei New Media e dei New Guadagni ®… Ho parlato con tanti ex studenti, ho letto tanti commenti, ho ascoltato chi ha insegnato in queste scuole, ho verificato come questi corsi vengono spesso tenuti dunque…

Il problema? La scuola privata italiana di design
Togliamoci il prosciutto dagli occhi e le buone parole dalla bocca: le scuole private nel Bel Paese puntano al guadagno, siamo un popolo di “furboni”, per questi “istituti” il primo interesse è portare a casa la quota associativa annuale dei loro studenti, non indirizzarli e aiutarli ad entrare nel mondo del lavoro preparati.
Va di moda il webdesign? creiamo un bel corso di WebDesign! non si trovano insegnanti competenti? che importa prendiamo il primo freelance che sappia parlare e buttiamogli davanti gli ultimi 20 malcapitati che hanno già pagato il corso!

E non ditemi che non posso generalizzare… ovvio che ci sarà qualche istituto serio, ma fatemi dei nomi per favore.
Seguo questo “fenomeno” praticamente dalla nascita e le uniche persone che me ne hanno parlato bene sono amici freelance che hanno insegnato in queste scuole in cambio di soldi buoni.

Gli Ex Studenti? Un disastro. La considerazione degli studi professionali per questi ex studenti? Tutta da ridere. Se si eccettuano certi “accordi tra le parti” tra grandi studi e scuole allora vorrei sapere qual’è l’art director che preferisce un “eurodesigner” a un equivalente autodidatta che ha passato tre anni a far esperienza invece che spinelli e marchette.

Tre anni o più di soldi spesi, tempo speso, fatiche spese… per guadagnare nulla. Un titolo di studio non riconosciuto, un’esperienza irrilevante, una base di conoscenza ridicola, un’orientamento nel mondo del lavoro degno delle elementari…
le prospettive: ZERO.

Articolo pubblicato per la prima volta su BrainTwisting.