Alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, duecento opere illustrano come il Futurismo abbia rappresentato una rivoluzione in grado di influenzare lo sviluppo dell’arte moderna e contemporanea.

La GAMeC organizza, in collaborazione con COBE Direzionale S.p.A., dal 21 settembre 2007 al 24 febbraio 2008 la grande mostra Il Futuro del Futurismo che focalizza l’attenzione sull’influenza che il Futurismo ha avuto, e ha tuttora, sull’arte del Novecento.

Gioventù di Mimmo RotellaLa collettiva, a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini Galati, intende affrontare, attraverso circa 200 opere di 120 artisti, gli influssi esercitati dal Futurismo – la più importante avanguardia storica italiana – sugli sviluppi dell’arte visiva del ‘900 per giungere alle più recenti ricerche contemporanee; la mostra si sviluppa attraverso un percorso espositivo tematico che pone in relazione i linguaggi che hanno trovato il proprio fondamento teorico e poetico nei manifesti del movimento e le più innovative indagini artistiche del XX secolo.

Dalle opere degli esponenti storici del futurismo – quali Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Severini, Depero, veri capisaldi della storia dell’arte per aver interpretato concetti rivoluzionari, come la simultaneità, il valore estetico dell’innovazione tecnologica, il fascino di un futuro non ancora esperibile – si procede verso ricerche artistiche cui la radicalità dell’avanguardia Futurista ha aperto la strada: dall’Astrattismo al Costruttivismo, dall’Arte Cinetica alle Neo Avanguardie degli anni ‘60 e ‘70 fino ai protagonisti dell’arte contemporanea – come ad esempio Hirst, Warhol, Haring, Fontana, Nauman, Pistoletto, Tuttofuoco. Un itinerario, quindi, che si articola per accostamenti, analogie e differenze.

Incuneandosi nell’abitato di Tullio CraliGli artisti del Futurismo credevano nella necessità di una radicale riprogettazione dell’universo, operazione che li ha portati a concepire in modo nuovo ogni espressione artistica, compresa la musica, la danza, la fotografia, il cinema, il teatro, gli spazi da abitare, gli arredi. Nell’esplorare la vastità di questo immaginario, la mostra Il futuro del futurismo ne offre una ricca esemplificazione, allacciando relazioni culturali con la realtà dello spettacolo e il mondo produttivo.

Prendendo spunto dalle tematiche celebrate dal Futurismo – dalla velocità alla tecnologia, dalla simultaneità al dinamismo della metropoli, dall’audacia alla ribellione, allo scandalo – gli spazi della GAMeC saranno suddivisi in 9 sezioni.

Integra il percorso espositivo un filmato, a cura di Carlo Durante e Massimo Galimberti e con montaggio di Leonardo Rigon, realizzato appositamente per la mostra in collaborazione con Rai – Direzione Teche.

Accompagna la mostra un catalogo, edito da Electa e disponibile anche nella versione inglese, che presenta un saggio iniziale di Giacinto Di Pietrantonio, e, per ciascuna delle nove sezioni in cui è articolata la mostra, una conversazione tra due esperti in diverse discipline intorno al tema della sezione stessa: Cristina Rodeschini – Enrico Crispolti (Al futurismo rivisitato); Beppe Finessi – Alessandro Mendini (All’energia metropolitana); Emanuela De Cecco – Gianluca Bocchi (All’anarchia dalla tradizione); Viktor Misiano – Boris Kagarlitzky (All’estetizz/azione della politica); Carlo Antonelli – Momus (Alla società dello spettacolo); Teresa Macrì – Anna Camaiti Hostert (All’umano troppo umano); Antonio Somaini – Pietro Montani (Al tempo con la tecnica); Véronique Bouruet-Aubertot – Marc Augé (Alla vita che corre); Alessandro Rabottini – Marco Giusti (All’immaginazione senza fili).

L'uomo razionale di Nicolaj DiulgheroffLa mostra sarà integrata da un serie di iniziative collaterali, all’insegna di un approccio multidisciplinare: progetti didattici, visite guidate per singoli (a calendario e su iscrizione), un ciclo di conferenze ed incontri con artisti e autori del catalogo e la rassegna cinematografica GAMeCinema in collaborazione con Lab 80 Film con quattro serate dedicate, a partire dall’autunno con la riscoperta del Fondo Cinematografico Nino Zucchelli – la proiezione del documentario Jeu d’echecs avec Marcel Duchamp di Jean-Marie Drot (1964) e del film The last clean short di Alfred Leslie (1965) all’interno del percorso espositivo – per concludersi tra gennaio e febbraio con due classici che ancora oggi colpiscono per visionarietà e originalità di concezione: Blade Runner: Director’s Cut di Ridley Scott (1982) e La chinoise di Jean-Luc Godard (1967) all’Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo.
L’articolata promozione della mostra, curata da COBE Direzionale SpA, prevede tra l’altro un’operazione dedicata alle famiglie, realizzata in collaborazione con l’Associazione Art Valley e con il Gruppo IPER, che vede la partecipazione dei centri Iper di tutta l’area lombarda.

Il Futuro del Futurismo
Dalla ‘rivoluzione italiana all’arte contemporanea. Da Boccioni a Fontana a Damien Hirst
A Bergamo dal 21 settembre 2007 al 24 febbraio 2008
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
via San Tomaso, 53
Orari: martedì-domenica ore 10-19, giovedì ore 10-22, lunedì chiuso
Informazioni: tel. +39 035 270272, fax +39 035 236962

Testi tratti dal comunicato stampa ufficiale