Quando nel 1961 i fratelli Braun promossero a direttore del dipartimento design un certo Dieter Rams forse non si rendevano conto di quanto quell’uomo avrebbe influenzato il design industriale degli ultimi 50 anni.

Dieter Rams

Dieter Rams

Le sue regole e concetti sono a tutt’oggi non solo valide, ma utilizzate ed imitate dai più grandi industrial designers viventi.

Dieter Rams, nato a Wiesbaden nel 1932, è un industrial designer tedesco, tra i più importanti del 20 secolo. Dopo aver studiato architettura al Ulmer Werkkunstschule Wiesbaden e aver quindi lavorato per un architetto fu assunto nel 1955 dalla Braun e nel 1961 divenne direttore del dipartimento design della famosa azienda. Ruolo che ha mantenuto con enorme successo fino al 1995.

Rams spiegò una volta il suo design semplicemente con questa frase: “Weniger, aber besser”, e cioé “Poco, ma buono”. Ognuno delle centinaia di oggetti che progettò durante i suoi 40 anni di carriera sono da una parte eleganti e straordinariamente minimali, dall’altra incredibilmente facili da usare ed immediati.

Sviluppò un codice colore per tutti i prodotti Braun: i prodotti erano inizialmente tutti bianchi e grigi: potevano essere utilizzati altri colori solo per particolari pulsanti (quello di accensione per esempio) in modo da mettere quest’ultimi in assoluto rilievo e da mantenere una linearità visiva assoluta. Quando nel 1965 cambiò radicalmente e introdusse il nero come colore per gli apparati audio fece una scelta che influenzò tutti i produttori: ancora oggi il nero è il colore preferito per questo tipo di prodotto.

Dieter amava ribadire dieci semplici regole che un designer doveva seguire per raggiungere un buon design:

  • Un buon design è innovativo
  • Un buon design rende un prodotto utile
  • Un buon design è estetico
  • Un buon design ci aiuta a capire un prodotto
  • Un buon design non è invasivo
  • Un buon design è onesto
  • Un buon design è duraturo
  • Un buon design lo è fino all’ultimo dettaglio
  • Un buon design si preoccupa dell’ambiente
  • Un buon design è meno design possibile
  • Torna alla purezza, torna alla semplicità

Le scale numeriche venivano semplificate al minimo e sempre messe in orizzontale o verticale. I pulsanti venivano ridotti e ordinati su file ordinate. L’obiettivo di Rams era quello di creare prodotti utili che fossero facili da utilizzare. Creò un rigore estetico assoluto che rendeva i suoi progetti semplicemente belli.

Sono infinite le curiosità che si possono raccontare sui prodotti creati da Rams: il famoso “snow white coffin”, uno dei primi giradischi da lui progettati divenne per esempio famoso per il suo coperchio trasparente in plexiglass che a sua volta è diventato standard per tutti i giradischi da quel momento in poi.

Dieter amava ribadire che i suoi prodotti dovessero prima di tutto divertire e dare soddisfazioni. L’equalizzazione degli impianti audio Braun era sempre fatta in base ai generi musicali che più richiamavano pubblico al momento della commercializzazione: quando negli anni sessanta il rock spopolava la Braun equalizzava i suoi prodotti per questo genere musicale e quando negli anni settanta tutto cambiò in favore della disco music.. beh Dieter non aveva dubbi sul da farsi. L’utente era il centro della progettazione in tutto e per tutto.

La ricerca ossessiva dei particolari, la scelta dei giusti materiali, tutto era finalizzato alla creazione di prodotti non solo coerenti, ma anche iconici: il suo lavoro ad oggi è di ispirazione per i giovani grandi designer di oggi, da Jonathan Ive (Apple) a Jasper Morrison (Rowenta, Samsung, Olivetti e altri) che non hanno esitato ad indicare Dieter Rams come fondamenta del loro lavoro.

 

“Credo che un bravo designer debba sempre essere un passo più avanti del proprio tempo. Dovrebbe mettere in discussione qualunque cosa che venga generalmente considerata ovvia. Deve avere un naturale intuito per come cambiano le abitudini delle persone, per la realtà in cui vivono, per i loro sogni, i loro desideri, i loro problemi, le loro necessità. Deve inoltre saper considerare realisticamente le opportunità e i limiti che offre la tecnologia”

Dieter Rams

 

  1. MarcoL
    Ago 24, 2008

    Per me il più grande di sempre, senza dubbio. Gran bell’articolo, complimenti.

  2. Bubba
    Ago 24, 2008

    Che blog interessantissimo! non riesco a smettere di leggerlo 🙂 complimenti veri e grazie mille. Questo ultimo articolo su Dieter Rams è la ciliegina sulla torta.

  3. Carlo
    Ago 24, 2008

    Uno dei più grandi di tutti i tempi, ho un suo giradischi, strepitoso. Ancora oggi è un oggetto stupendo da guardare ed utilizzare.

  4. enrico.STRADAioli
    Ago 26, 2008

    L’ultima immagine dove si vede il doppio parallelo radio-I-pod e interfacia della calcolatrice e quela dell’I-Phone è sicuramente la più significativa e riassuntiva di tutte!!!

    Bel BLOG… ci sono “inciampato” per caso in cerca di risposte su una discussione in merito ad una caraffa…
    WW il caso! 🙂

  5. Fierce1
    Ago 26, 2008

    eheheh concordo con Enrico.. cavoli Hives ha pure il coraggio di dire nel suo blog che certe somiglianze vengono “dal caso”.. ma per favore..

    Hives rimane un grande, ma cavolo Rams è su un altro livello e ci rimarrà per sempre.

  6. » GINEVRA (Parte3di3) • Il “buon design” …secondo me » STRADAioli
    Ago 27, 2008

    […] Requisito N.4 – BELLO – Per i Greci e per i Romani questo termine aveva un’estensione più ampia di quella attuale, comprendeva infatti tanto gli oggetti belli quanto i pensieri. Se gli antichi potevano fare a meno della nozione di bello in senso stretto era perché avevano termini appropriati per il bello visibile, chiamato simmetria, come per il bello udibile, chiamato armonia. Nell’antichità si formulò la teoria secondo la quale il bello consiste nella proporzione e nella appropriata disposizione delle parti. Tale teoria può essere fatta risalire già ai Pitagorici. Successivamente ci furono integrazioni, teorie supplementari, riserve che sfociarono nel XVIII secolo in una vera e propria crisi della teoria che aveva dominato per oltre due millenni, a causa sia dell’empirismo filosofico sia per gli influssi del Romanticismo. L’oggetto della disputa si spostò su una caratteristica del bello. Ci si cominciò a chiedere se, quando si indica come bello un oggetto, gli si attribuisca una proprietà che effettivamente possiede o meno. Da una concezione fondamentalmente oggettivistica si passò quindi ad una concezione soggettivistica che porterà poi all’attuale abbandono della ricerca di una rigorosa definizione del termine estetico bello. La bellezza varia a seconda del periodo storico o del contesto socio-culturale considerato. La mia visione di bellezza rivolta al campo della progettazione si rifà ancora molto alla Scuola Tedesca dell’inizio e della metà del secolo scorso (Bauhaus e il “buon design” tedesco della Braun). Posso dire che son stato sicuramente influenzato in questo dai vari professori che ho avuto nel corso dei miei anni di studio all’ISIA e sul campo da clienti ed utenti. In pratica: un oggetto, per me, è bello quando le sue forme, pur essendo semlice conseguenza del fine funzional…. […]

  7. [itomizer] Dieter Rams e il design della Braun | Lega Nerd
    Set 21, 2010

    […] nel 1961 i fratelli Braun promossero a direttore del dipartimento design un certo Dieter Rams forse non si rendevano conto di quanto quell’uomo avrebbe influenzato il design industriale degli […]