Quanto incassano i titoli AAA

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Quando noi, sviluppatori indipendenti, pensiamo ai titoloni tripla A ci immaginiamo sempre milioni e milioni di copie vendute e cifre stratosferiche di soldoni incassati.

Al contrario, vedendo tutti i giorni i dati di vendita dei giochi più venduti in Giappone, Europa e Stati Uniti, purtroppo la realtà è completamente diversa.

Il marketing incontra lo sport: la storia di Adidas

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Nella storia dello sport Adidas ricopre un ruolo importante: ha aperto la strada a tanti grandissimi atleti in tutte le discipline, creando scarpe e abbigliamento dedicato sempre ad altissimo livello e supportando anche economicamente i più grandi talenti dello scorso secolo. Forse però pochi sanno come è nata questa azienda e soprattuto come ha fatto nascere per prima il marketing sportivo moderno.

La storia della Coca Cola

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È il 1886, siamo all’apice dell’età dell’oro negli Stati Uniti. La guerra civile americana è appena finita e la grande nazione si prepara per l’era moderna che è ormai alle porte.

Tutto è veloce e futuristico, un clima di gioia e speranza come mai si era visto prima. E’ in questo periodo che con una piccola inserzione pubblicitaria su un quotidiano di Atlanta nasce uno dei più famosi marchi al mondo: Coca Cola.

Il mito Brionvega

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Brionvega è, senza alcun dubbio, una di quelle marche italiane che hanno lasciato il segno nella storia del design mondiale e che, ancora oggi, vivono nella passione degli appassionati collezionisti di modernariato in tutto il mondo.

Storia e collezionismo di sua maestà la Matita

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L’invenzione della matita e della sua industrializzazione è argomento molto ricco ed interessante, come curioso è tutto il movimento di collezionisti che gira intorno a questo importante, quanto semplice, oggetto di tutti i giorni.

La matita è oggi senza alcun dubbio lo strumento più comune per scrivere e disegnare, ma non è il più antico. Furono infatti i sumeri alla fine del quarto millennio A.C. a inventare la più antica forma di scrittura conosciuta: la scrittura cuneiforme.

Helvetica, un documentario di Gary Hustwit

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Un viaggio nella storia del più famoso ed utilizzato font della storia: l’Helvetica. Un documentario sulla tipografia, il graphic design e la cultura visiva nel mondo.
Gary Hustwit usa la notorietà e il cinquantesimo anniversario dell’Helvetica come pretesto per arrivare ad un dialogo interessantissimo su come i caratteri influenzano le nostre vite ogni giorno.

Il Webdesign nel Calcio

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Il calcio: lo sport che appassiona milioni di appassionati in tutto il mondo. Il calcio è lo sport più seguito e più ricco. I suoi tifosi sono tra i più fedeli e al tempo stesso estremi.
Il “sistema calcio” come è stato chiamato tante volte negli ultimi infelici anni italiani è fatto di tantissimi tasselli, grandi e piccoli, ma a noi ne interessa uno in particolare oggi: internet.

L’Ericofon di Gosta Thames

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L’Ericofon, creato dalla svedese Ericsson nel 1954 per mano del designer Gosta Thames, è forse uno dei più grandi passi in avanti nel design di telefoni e piccoli elettrodomestici in genere. Grazie alle scoperte tecnologiche effettuate durante la seconda guerra mondiale, plastica e materiali ferromagnetici in primis, nei primi anni 50 fu possibile pensare e progettare un prodotto innovativo, comodo e soprattutto esteticamente rivoluzionario per l’epoca.

Triennale Design Museum

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Dopo un travaglio infinito di oltre cinquanta anni è stato da poco inaugurato presso la Triennale di Milano il nuovo Design Museum, o meglio, il Museo Italiano del Design.
Ho letto in giro vari commenti, ma credo che il servizio migliore per prima cosa sia la pubblicazione di una gallery fotografica, in modo che tutti possano valutare se il museo è potenzialmente interessante senza doversi imbarcare prima in un viaggio verso Milano. Mi sono quindi armato di macchina fotografica e ho preso il mio bel treno: destinazione Milano, Palazzo della Triennale.

Intervista ad ADCI

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Continua la nostra serie di interviste alle associazioni e andiamo oggi ad affrontare una “delle grandi”: l’Art Director Club Italiano.
Come vedremo insieme a Gianguido Saveri, segretario dell’ADCI, entrare a fare parte dell’associazione (o meglio del club) non è per niente facile, si entra infatti per merito e questo merito è valutato in base a concorsi vinti o lavori pubblicati.

Intervista ad ACTA

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Iniziamo il nostro ciclo di interviste alle associazioni italiane di categoria con ACTA, forse l’associazione che mi ha colpito di più tra quelle che ho visto online prima di inviare gli inviti a rispondere ad un poco di domande su argomenti concreti. ACTA è molto giovane e si può dire che fino ad ora ha fatto poco, ma è forse la più concreta, almeno su carta, delle associazioni che vedremo nei prossimi giorni.
Lascio però descrivere ACTA dal suo presidente, Anna Soru.

Leopard Transparent Dock

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Instructions to have a transparent dock in OS X Leopard.

Leopard Transparent Dock

1. Go to this folder:

MacitoshHD/System/Library/CoreServices/Dock

2. Right click it and choose:

Show Package Contents

3. Go to this folder:

/Contents/Resources

4. Locate and backup this files:

  • frontline.png
  • scurve-l.png
  • scurve-m.png
  • scurve-sm.png
  • scurve-xl.png

5. Delete the files (enter administrator password to delete)

6. Copy the files from this archive:

www.itomizer.com/download/leotrasparentdock.zip
Mirror on MediaFire

to the original location (enter administrator password to copy there).

7. Open the Terminal (Terminal.app in your application folder) and write:

killall Dock

8. ENJOY!

 

 

No Reflection Method:

to disable the reflection effect type this in Terminal:
(everything in a single line, here it’s in two lines of code due to the column width of this page)

defaults write com.apple.dock no-glass -boolean YES

and then again:

killall Dock

If you don’t like the white borders you can replace them by using the files in this package:

www.itomizer.com/download/noreflection.zip

Use the same method to replace the files and then kill the dock again to refresh the new look.

If you want your borders back here’s a backup of the files you have deleted:

www.itomizer.com/download/noreflection_backup.zip

Feel free to leave a comment here with suggestions or new png packs you have created. Thanks for the support.

 

 

Rutelli: “Italia.it o cambia o è meglio chiuderlo”

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Italia.it il nostro portale preferito, di cui tanto abbiamo parlato in passato, costato 45 milioni di euro, pare non piacere più al ministro Rutelli che non ci gira attorno e proclama “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”.

La nuova società che ha da poco vinto la gara d’appalto per la gestione dei siti della PA ha annunciato che ha bisogno di almeno tre mesi di rodaggio prima di poter cominciare a lavorare seriamente allo svecchiamento del sito, saltando così la BIT, la borsa del turismo, appuntamento strategico per chiunque faccia turismo online…
Nel frattempo il sito è al 2.539/mo posto nella classifica degli accessi dei web nazionali.. come dire che non lo visita nessuno. Ovviamente la situazione europea non è poi tanto migliore, se confrontiamo il sito italiano con quelli di altri importanti paese europei vediamo che siamo si ultimi, ma non poi di tanto:

Statistiche Alexa

Statistiche Alexa

La cosa inquietante è poi vedere come il traffico di Italia.it sia rimasto uguale prima e dopo il lancio del portale (picco blu): come dire che quando non c’era nulla (se non un “in costruzione”) faceva gli stessi accessi di ora che ha contenuti. Allucinante. In pratica questo vuol dire che i visitatori di Italia.it sono in gran parte visitatori casuali, che digitano il dominio manualmente e non arrivano da motori di ricerca o altri siti.. un disastro.
Triste poi vedere come in occasione del suo lancio il portale italiano ha largamente surclassato non solo se stessa, ma anche tutti gli altri portali europei. Insomma i portali turistici nazionali non funzionano e basta: il problema non è certo solo italiano.

Ovviamente questo non giustifica nulla, per italia.it non si è fatto neanche un minimo di SEO (Search Engine Optimization) e se cerchiamo “Italy” o “Italia” su Google i risultati sono sconfortanti per il povero portale ufficiale italiano. Ho specificato “ufficiale” perché per fortuna su internet ci sono decine di altri siti dedicati all’Italia meglio indicizzati percui certo al turista che vuol venire in Italia non mancano informazioni utili.

Ma allora a cosa serve Italia.it? se anche i pochi contenuti presenti sono stati più volte contestati dalle regioni come non accurati se non addirittura sbagliati? non dovevano essere le regioni stesse a dover compilare questi contenuti? una grossa parte del famoso budget milionario era proprio destinato alle singole regioni che avrebbero dovuto occuparsi di riempire il portale di contenuti specifici ed aggiornati per arrivare alla creazione del più completo ed utile sito dedicato all’Italia.
Se pensiamo all’enormità del progetto iniziale e all’impegno richiesto si giustifica anche un pochino di più il budget stanziato: ovviamente non è accaduto niente di quello che si era prefissato, in puro italian style che non ha ormai più bisogno di commenti.

Siamo talmente abituati a queste cose che il commento di Rutelli non è stato “il progetto non è stato rispettato, prenderemo provvedimenti al più presto perché italia.it venga rifatto come doveva essere e ovviamente a spese zero”, ma piuttosto “non funziona, chiudiamolo e buttiamo nel cesso tutto il lavoro fatto e i soldi spesi”.
Una cosa assurda, che fa venire il magone, perché di indignarsi non abbiamo più la forza: siamo semplicemente stremati da tanta incompetenza e spreco.

Avanti così.

Update:
Altro commento di Rutelli sempre dalla stessa riunione al Comitato nazionale per il turismo:
«Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere».Incredibile. Facciano chi? il portale è statale, sveglia! siete VOI a dover fare qualcosa, non trattare le aziende che avete assunto con appalti come se fossere degli esterni a cui addossare tutte le responsabilità!

Questo articolo è uscito per la prima volta su DesignerBlog.