Philips Aurea: Nascita di una campagna online.

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Da poco lanciata sul mercato, la nuova linea di televisori Philips Aurea innova l’ambiente introducendo il concetto Ambilight ulteriormente migliorato rispetto ai vecchi modelli. Aurea costituisce un nuovo modo di guardare la televisione, assistiti dal colore che “esce” dallo schermo e va ad illuminare il retro del televisore espandendosi uniformemente.
A parte questo cappello pseudo pubblicitario, necessario per fare capire di cosa parliamo, il punto è che il sito di Philips Aurea è stato creato dallo studio inglese Unit 9 ed è effettivamente molto bello.

La storia dei casinò

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Il termine casino deriva dell’italiano ed indicava, prima di assumere le connotazioni odierne, una residenza dedicata all’intrattenimento dei clienti.

Partiti come fenomeni privati e per lo più circoscritti a piccole comunità, a partire dal 1800 queste strutture hanno assunto le dimensioni di luoghi pubblici o aperti al pubblico, dove praticare il gioco d’azzardo e risale a questo periodo l’uso del termine nell’accezione moderna.

La Storia del Poker

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Il gioco del poker ha una lunghissima storia. Un gioco tedesco chiamato “pochen” (vantarsi), da cui il Poker ha preso il nome, comparve in letteratura per la prima volta nel 1829, ma i primi precursori del poker risalgono ad oltre 400 anni fa.

I magnifici 10

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Una escursione nei finalisti del Premio Web Italia.

Mi arriva questa mail dal “Premio Web Italia”:

Sono loro i magnifici 10. Quelli che si contenderanno, cioè, il titolo di Sito dell’Anno 2006 il prossimo 21 ottobre al MUMI di Francavilla al Mare (CH) nell’ambito della quinta edizione di Premio Web Italia. Scelti dalla giuria tecnica del premio dopo una selezione che ha visto ben 4116 candidati alla competizione scesi, dopo una prima scrematura, a 884 siti definiti “eccellenti” secondo i criteri del concorso che premia lo stile italiano nel web.

Ok! fantastico, saranno siti incredibili allora.
Ora me li guardo e vediamo chi sono i magnifici 10.. GIURO che sarò il più obiettivo possibile.

 

www.annaoxa.net

Uso smodato di flash, inutile. Design sbagliato, piace al designer sicuramente, ma fuori target completamente.. fantascientifico per AnnaOxa? che avete fumato? usabilità ai minimi termini, loading penosamente lunghi… stufa dopo due minuti di visione, ma a quanto pare ai giudici del premio interessano solo qualche pixel che si muove sullo schermo e qualche BLING! che viene emesso dalle casse (!!!!) che fa “FIGOO!”
ora… Addirittura questi mettono in basso i “premi” che hanno vinto.. questa storia delle medagliette che regalano i premi web sparsi per internet è veramente a dire poco PENOSA.

 

www.endrizzi.it

Dal logo mi sembrava una marca di vini.. ma dal sito per i primi 30 secondi ho pensato fosse un consorzio o qualcosa di statale (il logo del trentino in bella vista non aiuta).. poi navigando ho capito che effettivvamente è una marca di vino e questo è il suo sito ufficiale.. pessimo inizio. navigandolo ho iniziato ad apprezzarlo però, un buon sito HTML… design essenziale, ma giusto.
Giusto valore al bel logo aziendale. Peccato per quelle foto che vanno sopra al menù (“clicca qui per tornare al menù”.. dai su non scherziamo).
E’ un buon sito senz’altro, ma da qui a dire che è tra i migliori 10 in Italia ne passa.. questa è la base proprio.

 

www.ernestomeda.it

Carina l’idea del “filmato” che avanza attraverso le varie cucine disponibili. Inutilmente complicata la rappresentazione dello stesso in basso, che dovrebbe spiegare cosa succede e al contrario complica solo la vita a chi osserva (che senso ha spiegare uno slideshow?).
Inspiegabile il logo aziendale ridotto ai minimi termini in alto a sinitra.. buon posizionamento, pessimo dimensionamento.. manie estetiche? il “tutto piccolo” ha senso se si mantengono le proporzioni e si lavora su fondali decenti.. se il menù al contrario è grande come il logo.. c’è qualcosa che “tocca”.
La scelta tipografica mi lascia perplesso.. sembrerebbe un Helvetica, ma rende proprio male.. non capisco.. forse hanno usato un Arial? sono le dimensioni e i pesi che sono sbagliati rispetto alle proporzioni del sito.. per un profano sono sciocchezze, in realtà il tutto rende un fastidioso senso di inesteticità.. lo vedo solo io? un designer queste cose le nota e le corregge.. sembra buttato via allo stato attuale.
Il menù ha un solo livello per tutto.. dalle ultime notizie (z.island bla bla) alle informazioni tecniche alla versione italiana.. impazziti o semplicemente senza la voglia il tempo di fare un progetto serio? un solo livello vuol dire che clicco tutto senza cercare..
questo è un finto bel sito: in realtà è proprio tirato via.

 

www.internazionale.it

Il sito di una delle mie riviste preferite. La rivista ha un design splendido, soprattuto da un punto di vista tipografico.
Sa unire caratteri e spazi sapientemente con colori neutri spezzati dal “rosso” istituzionale.. il sito è un portalino ordinatino alquanto scialbo. Non ripropone minimante gli stilemi che avrebbe potuto ereditare dalla rivista, inspiegabilmente.
Piuttosto si arrampica sulla semplicità estrema diventando insipido come pochi. Ha il problema di tutti i siti dei giornali/quotidiani: troppi contenuti, poco design.
Una cura del dettaglio e dell’impaginazione maggiore avrebbe aiutato l’utente a districarsi tra le mille sezioni/lanci/articoli/strilli.. peccato, occasione mancata.

 

www.maxcoppeta.it/terradibabilonia

Difficile da valutare questo sito. Sicuramente fa il suo lavoro: presentare uno spettacolo teatrale, cercando di ripresentarne l’estetica, le sensazioni, l’atmosfera. Mettere più in evidenza il menù sarebbe stato meglio: io mi sono “sorbito” tutta l’introduzione animata prima di trovarlo a sinistra. Mi sembra un buon sito in fin dei conti, non è un capolavoro, ma fa quello che ci si aspetta.

 

www.metrotorino.it

Un buon sito informativo, rovinato da un PESSIMO logo su cui mi cade l’occhio inorridito di continuo.
L’uso dei pixelfont (quelli senza anti-alias) rende tutto più chiaro, ma ormai è una moda che sta appiattendo il design, sicuramente sono esteticamente carini.. ma vederli ovunque sta creando un piattume non indifferente.
Stesso discorso per tutti gli effettini su link/scritte/foto.. sono le solite cose viste e riviste insieme ai pixel font. E’ insomma il classico bel sito in flash, questa volta unito sapientemente alla parte HTML.
Il problema che ha è che è anonimo. Anonimo perchè come detto lavora su stilemi usati ovunque, con elementi grafici inesistenti. Anonimo perchè non lavora minimanete sull’immagine coordinata di quello che presenta (perfortuna viene da dire..) e neanche sull’estetica forte che ha l’argomento trattato: un sito che parla di una metropolitana dove la metropolitana si vede così poco.. peccato si poteva e doveva giocare di più su un’estetica forte come quella del Metrò.

 

www.mono-no-aware.org

Questo non è un sito internet, ma una pagina che ospita tre concept video che possono piacere o meno (a me piacciono molto).. Di sicuro non capisco come possa essere stato inserito in una classifica di “miglior sito dell’anno” quando non ha niente di un sito internet.. inconcepibile.

 

www.no-thing.it

“Il primo portale del sapere in MP3”..  Un portale destinato ai non vedenti mi viene subito da pensare.. peccato che di accessibile ha poco o niente. Se invece è destinato ai “vedenti”.. allora proprio non ci siamo, design al limite dell’infantile, tipografia inesistente e spazi scelti apparentemente a caso: mi viene da pensare che sia finito qua per scherzo? Forse si è voluto premiare l’idea originale (???) o cos’altro?
Riunire file audio che raccontano un’enciclopedia è una bella idea, costruire un’interfaccia tra questo archivio e il mondo esterno senza nessun criterio è stupidità.

 

www.regione.sardegna.it

E vai di portalone! Amo il Premio Web Italia perchè ogni anno la marchetta al sito statale la deve fare, non c’è niente fa fare proprio. Questo sito riprende gli errori visti per “Internazionale”: tutto molto pulito e ordinato, tutto al suo posto.
Ma manca una progettazione che imposta le rilevanze grafiche in modo da aiutare l’utente. Se tutto ha la stessa importanza la navigazione diventa difficoltosa, è così difficile da capire e implementare? E poi dovè la sardegna? niente foto, niente accenni grafici o estetici.. potrebbe essere il portale di una qualunque altra regione, anzi: di un qualunque altro argomento.. sembra un template estetico riciclato o comprato ed adattato.
Il classico esempio di accessibilità estrema che uccide un sito e lo rende piatto e anonimo: sacrilegio.

 

www.stefanel.it

E rieccoci ai pixel fonts. Una foto gigante di sfondo, pixel font ed effettini. Tutti uguali questi siti, l’ho detto e lo ripeto. Che c’è qua di Stefanel? Sono i designer che non sanno raccontare le aziende o le aziende che non hanno più nulla da raccontare? Il servizio fotografico sarà costato molto, ma com’è presentato ora sembra il sito personale di Gisele Bundchen, non quello di Stefanel.
Anonimo, anonimo, anonimo! poco importa che sembri ben fatto! questo sito non comunica e non lascia nulla. A morte i pixel font, ridateci il buon design!

 

Osservazioni finali.

Sicuramente non è facile creare, organizzare e portare avanti un premio per il web italiano.
Un po’ perchè il livello del web italiano è quello che è.. un po’ perchè ci si deve accontentare dei siti che poi effettivamente vengono iscritti.

Quello che mi chiedo è come vengono fatte certe selezioni.. io mi rifuto di pensare che i 10 siti che ho appena visto siano i 10 migliori tra le centinaia iscritte al premio.. men che meno che siano i 10 migliori siti italiani (Dio ci aiuti in tal caso!).
Allora se già i siti iscritti decenti sono pochi, cerchiamo di farli selezionare a qualcuno di INDIPENDENTE e PREPARATO, perchè a quanto pare questo non è stato fatto.
Se poi vogliamo dirla tutta.. che senso ha guardare solo i siti iscritti se il concorso è semi-gratuito? Il premio Web italia nel bene o nel male è tra i più famosi in Italia e senz’altro il più “vicino” ai piccoli/medi studi italiani, quelli che creano la gran parte del web italiano, della nostra immagine sul web italiano… e allora cerchiamo di valorizzare al massimo il materiale che arriva e i professionisti più seri.

Suite 72 Interviews: Justin Fines

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I’m just a guy from Michigan. I was brought up in the suburbs and had a typical 70’s-80’s childhood. I moved to Detroit at 19, and learned a lot from it. I would suggest that anyone who appreciates sublime large-scale decay go and visit. Make sure you have a buddy who is from there, though, or you won’t see a thing. I moved around a lot, and now I live in NY, in Brooklyn. I feel as though I am entering a whole new phase of my life, getting older and seeing things in a new way. It is painful but necessary and I am never bored. I still love making images, and I love music.

Suite 72 Interviews: Nicholas Di Genova

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I’m a 23 year old Canadian guy that likes to draw a lot. Most of my work is for the gallery or the street, but I do a little bit of paid design work.
I have a statement. That statement goes a little like this: I document the flora and fauna that will populate this planet millions of years after the extinction of the human race. My statement is only one sentence, but I like it that way.

Suite 72 Interviews: Nigel Evan Dennis

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I’m from Chicago and I sit at my desk making things look really nice. I want to make things look nice for the rest of my life. It is what I do. I am self-taught. I am looking to make what you want to look nice, look nice. Contact me and I’ll do it. I am obsessed with nip/tuck, the office, and reno 911. I love music. It is my first love. I have to have music all around me where ever i go. I don’t like ugly things as much as beautiful things

Prospettive: Zero

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L’Assenza di scuole di arte e design degne di questo nome in Italia comincia a farsi sentire. Il mercato del lavoro è popolato da autodidatti che si arrabattano e sedicenti “eurodesigners” appena usciti da Istituti che di istituire non hanno voglia e tempo.

Più design, meno web.

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Come faccio a fare la tal cosa con i css? Xml, xtml, xhtkhl, jspthsl … tutte domande tecniche che girano sulle mailing list, insieme ad una serie infinita di “guarda il mio sito”, “guarda il tal sito”, “aiutami con questo script”, ecc. Tutte domande fondamentalmente tecniche che spessissimo riguardano aspetti che influiscono sull’utente in piccolissima parte.

Libertà!

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Un punto dolente per molti designers: la libertà creativa. Libertà creativa significa esprimere liberamente la propria creatività e concentrarla per ottenere un risultato. Molti designers sono portati a pensare che la libertà creativa debba sempre essere applicata al loro lavoro. Tutti vorrebbero che il cliente arrivi una mattina, ci dia due o tre linee generali e poi se ne torni a casa senza più disturbarci. Questa è “presunzione creativa”.