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	<title>itomizer. &#187; Altro</title>
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	<description>Itomizer critica e recensisce su design, pubblicita', tecnologia e in generale sul bello e il brutto della vita nell'epoca del consumismo.</description>
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		<title>Ora ci spacciano, io ci vivevo.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 14:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1998 mi sono trasferito a Modena per lavorare presso un provider e fare i &#8220;siti internet&#8221;.. ai tempi eravamo in pochi e mi chiamarono da Ravenna appositamente. Fatto sta che il contratto era con uno stipendio scarsino (1 milione tondo), ma almeno il datore di lavoro (grande Fabbio!!) mi passava l&#8217;appartamento. Arrivato a Modena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Nel 1998 mi sono trasferito a Modena per lavorare presso un provider e fare i &#8220;siti internet&#8221;.. ai tempi eravamo in pochi e mi chiamarono da Ravenna appositamente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://itomizer.com/wp-content/uploads/2008/04/11-04-08_1928.jpg" rel="lightbox[pics-1208182812]" title="11-04-08_1928.jpg"><img src="http://itomizer.com/wp-content/uploads/2008/04/11-04-08_1928.thumbnail.jpg" width="550" height="412" alt="11-04-08_1928.jpg" class="imageframe imgaligncenter" /></a></p>
<p>Fatto sta che il contratto era con uno stipendio scarsino (1 milione tondo), ma almeno il datore di lavoro (grande Fabbio!!) mi passava l&#8217;appartamento.</p>
<p>Arrivato a Modena da buon ventenne ricoglionito mi faccio accompagnare all&#8217;appartamento che scopro essere in centro.</p>
<p>Figata penso io: sto in centro a Modena!</p>
<p>Peccato che a Modena è tutto al contraio: il centro è malfamatissimo e pieno di extra comunitari mentre i ricconi stanno fuori, nella cintura esterna della città.</p>
<p>Andiamo in via ***** a Modena e scopro che il mio compagno di appartamento è un Greco fuori corso di 35 anni. Scopro anche di essere l&#8217;unico italiano di tutto il palazzo, abitato unicamente da magrebini e africani vari oltre al greco e.. me.</p>
<p>Ci ho abitato un&#8217;anno intero in quella casa, mai un problema. La sera spesso rimanevo a lavorare su cose mie fino a tardi e poi mi facevo accompagnare in centro per farmi tutta una via malfamatissima fino a casa mia.. con i vari spaccini ai lati della strada in bella vista.. gli amici mi chiedevano come cazzo facessi a farmi quella via alle 2 di notte..</p>
<p>Ovviamente abitando li ero intoccabile, ci manca che derubano me che gli abito di fronte..</p>
<p>Fatto sta che oggi un mio amico di Modena mi manda un messaggio con scritto &quot;Antò ieri sono andato a comprare del fumo in centro e sulla buchetta della posta dello spaccino c&#8217;era un tuo adesivo!&quot;&#8230;</p>
<p>Per forza che c&#8217;era il mio adesivo.. era casa mia! Ora ci spaccia Mohamed.</p>
<p>Quanti bei ricordi!</p>
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		<title>E&#8217; morto Gary Gygax</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 22:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è spento ieri all'età di 69 anni Gary Gygax, l'inventore di <em>Dungeons &#038; Dragons</em>.
Semplicemente non ci sono parole per descrivere come questo uomo e la sua creatura più famosa, Dungeons &#038; Dragons, hanno cambiato la mia vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Si è spento ieri all&#8217;età di 69 anni Gary Gygax, l&#8217;inventore di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dungeons_&#038;_Dragons">Dungeons &#038; Dragons</a></em>.</p>
<p>Semplicemente non ci sono parole per descrivere come questo uomo e la sua creatura più famosa, Dungeons &#038; Dragons, hanno cambiato la mia vita.</p>
<div class="imageframe imgalignleft" style="width:171px;"><img src="http://itomizer.com/wp-content/uploads/2008/03/garygygax_3.jpg" width="171" height="250" alt="Gary Gygax" />
<div class="imagecaption">Gary Gygax</div>
</div>
<p>I giochi di ruolo sono stati per me, e credo anche per i tanti amici con cui ho giocato e gioco da quando avevo 12 anni, una scintilla di vita fondamentale.</p>
<p>Prima di iniziare a giocare di ruolo ero un bambino timido, impacciato, restio alle amicizie.<br />
I pomeriggi passati a giocare con i miei primi veri amici sono tra i periodi più belli in assoluto della mia vita: passavo giornate intere a fantasticare sulla prossima avventura, su quel rito meraviglioso di amicizia che ci portava a radunarci a casa di quello o quell&#8217;altro, contavo i minuti in attesa che arrivasse il fatidico momento in cui il <em>Master</em> ci avrebbe consegnato le nostre <em>schede dei personaggi</em> e l&#8217;avventura sarebbe iniziata. </p>
<p>La creatività, la fantasia e la passione che mi hanno tirato fuori Dungeons &#038; Dragons prima e tutti gli altri GdR poi (Call of Cthulhu, GiRSA, Cyberpunk 2020, RoleMaster.. e tanti altri) è qualcosa che non solo ha migliorato immensamente il mio modo di affrontare la vita, ma anche il mio futuro stesso perché penso che senza i giochi di ruolo ora non farei il creativo di professione, avrei interessi diversi, sarei sicuramente una persona più triste, più fredda, senza fantasia.</p>
<p>Come se non bastasse la mia passione per i Giochi di Ruolo mi ha fatto anche trovare il mio primo lavoro da WebDesigner nel 1998, quando sono stato chiamato a lavorare a Modena da un imprenditore (grazie Fabio!) che mi aveva conosciuto attraverso un sito di Giochi di Ruolo che curavo all&#8217;epoca (IHGGOL). Nel 1999 ho anche avuto la fortuna di conoscere, sempre a Modena, Gary Gygax di persona insieme al figlio Alex.</p>
<p>Inutile dire che si è rivelato una persona fantastica anche &#8220;dal vivo&#8221;, pagherei oro per arrivare a 69 anni con la forza e la voglia di vivere che sprigionava. </p>
<p>Riposa in pace Gary, grazie di tutto.</p>
<div style="text-align: center;">
<div class="imageframe imgaligncenter" style="width:570px;"><img src="http://itomizer.com/wp-content/uploads/2008/03/ultimate_game.jpg" width="570" height="145" alt="XKCD: The Ultimate Game" />
<div class="imagecaption">XKCD: The Ultimate Game (<a href="http://xkcd.com/393/">via</a>)</div>
</div>
</div>
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		<title>Intervista ad Adicom</title>
		<link>http://itomizer.com/2007/12/17/intervista-ad-adicom/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 11:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua la nostra serie di interviste alle associazioni italiane di categoria. Dopo ACTA e ADCI, ecco quella ad Adicom. Spero che le altre associazioni provvedano al più presto ad inviarmi le risposte perché di tempo ne è passato.. vedremo. Risponde alla nostra serie di domande G. Angelo Scognamiglio, presidente Adicom – Associazione Italiana Pubblicitari e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Continua la nostra serie di <a href="http://www.designerblog.it/post/1911/designerblog-intervista-le-associazioni">interviste alle associazioni</a> italiane di categoria. Dopo <a href="http://www.designerblog.it/post/1915/designerblog-intervista-acta">ACTA</a> e <a href="http://www.designerblog.it/post/1920/designerblog-intervista-adci">ADCI</a>, ecco quella ad <a href="http://www.adicom.info">Adicom</a>. Spero che le altre associazioni provvedano al più presto ad inviarmi le risposte perché di tempo ne è passato.. vedremo.</p>
<p>Risponde alla nostra serie di domande G. Angelo Scognamiglio, presidente <a href="http://www.adicom.info">Adicom – Associazione Italiana Pubblicitari e Designer</a>.</p>
<p>1) Ci presenti l&#8217;associazione che rappresenta</p>
<blockquote><p>Adicom nasce nel 2006 con l’obiettivo di riunire gli associati in base a specifiche affinità culturali e professionali e non semplicemente per appartenenza a una generica categoria lavorativa. Adicom infatti si rivolge esclusivamente ai creativi, sia che lavorino in pubblicità sia che si occupino di graphic o industrial design, ritenendo che le loro figure professionali, per formazione culturale, interessi ed esigenze professionali, siano tra loro più affini rispetto ad altre attività connesse al settore della comunicazione, come l’accounting o il media planning.<br />
L’Associazione nasce fondamentalmente dall’esigenza di colmare il vuoto associativo determinato dal carattere generalista di molte organizzazioni operanti nel settore della comunicazione visiva commerciale.<br />
Oggi Adicom è la rete di sostegno a tutti i professionisti del settore che si occupano di creatività, lo spazio della condivisione e del confronto, il ponte di collegamento tra un nord capitale storica della pubblicità ed un sud che cresce, che lavora, che si afferma come altro polo di creatività.</p></blockquote>
<p>2) Che obiettivi ha l&#8217;associazione?</p>
<blockquote><p>Come sapete non esiste nella nostra professione un’associazione di categoria riconosciuta, né ovviamente un albo dei pubblicitari, mancando il presupposto giuridico per la sua creazione. Tuttavia un’aggregazione trasversale che si occupi e si preoccupi di tutelare i professionisti della comunicazione visiva commerciale, di sostenerli presso l’opinione pubblica, di formarli e di tracciare le linee etiche della deontologia, è uno strumento indispensabile per l’evoluzione dell’ambito lavorativo e anche della nostra porzione di mercato.<br />
I fini morali dell’Associazione sono soprattutto due. Il primo è quello della promozione di una cultura della comunicazione che faccia della qualità professionale e dell’aspetto etico i principi del suo sviluppo. Il secondo è quello di riunire “sotto lo stesso tetto” diversi livelli di esperienza professionale. Questo è un’importante punto di forza di Adicom: l’essere aperta a realtà non solo geograficamente ma generazionalmente e lavorativamente diverse. L’eterogeneità dei membri dell’associazione è il catalizzatore maggiore della circolazione di idee, dell’arricchimento culturale reciproco, dello scambio e della maturazione professionale. </p></blockquote>
<p>3) Come pensa di realizzare questi obiettivi?</p>
<blockquote><p>I servizi agli associati sono molti e diversi. Esistono sportelli permanenti per la consulenza fiscale e giuridica, ai quali i membri di Adicom possono rivolgersi in qualsiasi momento ricevendo soluzioni veloci da esperti professionisti del settore. Inoltre c’è la possibilità, unica nel suo genere, di usufruire dell’aggiornamento professionale “su richiesta”: questo vuol dire che sono direttamente i soci a proporre i temi sui quali si avverte la necessità di approfondimento o aggiornamento e, in base alle loro richieste, l’Associazione organizza periodicamente tavole rotonde, workshop, incontri con esperti del campo che soddisfino le richieste dei nostri aderenti. </p></blockquote>
<p>4) Cosa ha già fatto di concreto la sua associazione per i propri soci e cosa invece più in generale per tutta la categoria che rappresenta?</p>
<blockquote><p>A beneficio dei nostri associati abbiamo organizzato una serie di incontri con professionisti del calibro di Lorenzo Marini, Stefano Scozzese e Pasquale Barbella e workshop con Alex Brunori (senior creative partner in JWT),  Marco Benadì (direttore clienti in Dolci ADV) e Luciano Sepe di Fedrigoni. Forniamo continuamente consulenze su aspetti fiscali e giuridici ed inoltre i nostri soci possono usufruire di convenzioni per l’acquisto di letteratura specializzata, per accedere a teatri e musei a prezzi di favore, per coltivare in ogni senso la propria creatività.<br />
Adicom ha soprattutto avuto il grande merito di mettere in contatto professionisti di tutta Italia dando un nuovo impulso alla rete associativa, creando un centro “altro” da cui far scaturire nuove idee. Abbiamo volutamente concentrato in un territorio satellite, come quello del sud rispetto al nord della penisola, le nostre attività; localizzando e riallocando le risorse del nostro agire su città e province che non sono, né devono essere, percepite come marginali dal mondo della comunicazione.</p></blockquote>
<p>5) Cosa sta facendo o farà nel prossimo futuro?</p>
<blockquote><p>Attualmente Adicom ha proposto ai propri soci di contribuire alla realizzazione del Codice Etico dell’Associazione. La proposta rispecchia il tipo di organizzazione interna dell’associazione che non prevede mai decisioni calate dall’alto ma sempre nate, discusse e sottoposte con l’imprescindibile apporto della base.<br />
Sotto il marchio del Codice Etico (Eticom) verranno riuniti tutti i professionisti aderenti a una deontologia responsabile nella pratica del proprio lavoro. Questo brand verrà concesso ai soci che sottoscriveranno il nostro Codice e sarà garanzia dell’integrità etica di chi lo espone.<br />
Lavoriamo, poi, con continuità su tutti i fronti delle nostre iniziative. Come ogni anno organizzeremo nuovi eventi, occasioni di scambio e approfondimento di tematiche legate alla comunicazione e all’advertising. Inoltre nuove e più numerose convenzioni sono già state ratificate per offrire ulteriori servizi ai nostri soci. </p></blockquote>
<p>6) Quali sono i problemi maggiori che affrontate nel portare avanti i vostri obiettivi?</p>
<blockquote><p>Non parlerei di veri e propri problemi. Ci sono delle dinamiche burocratiche nella gestione di un’associazione che fanno parte degli ostacoli quotidiani.<br />
Diciamo che le questioni più spinose sulle quali ci confrontiamo sono due, esterne all’associazione e richiedono un lavoro contemporaneo su più fronti.<br />
La prima è l’impegno riguardante il riconoscimento delle professionalità creative in un contesto economico e culturale fortemente tradizionale come il centro-sud Italia. La seconda  è un costante lavoro di sensibilizzazione per far sì che le logiche di evoluzione della professione possano essere distolte da una visione sempre più  geocentrica. Affinché l’industria e le Istituzioni imparino a guardare al sud non solo come preziosa fonte di cervelli in fuga ma anche come territorio di investimento e valorizzazione delle potenzialità. </p></blockquote>
<p>7) Quali sono le principali fonti di finanziamento della vostra associazione?</p>
<blockquote><p>Le uniche fonti di finanziamento provengono dalle quote annuali versate dai membri dell’Associazione. Anche nel caso in cui venga richiesta una quota di partecipazione, come nel caso dei workshop, essa è finalizzata esclusivamente alla copertura delle spese di organizzazione e non prevede erogazione di parti della spesa a società esterne.
</p></blockquote>
<p> <img src='http://itomizer.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Perchè secondo voi un designer dovrebbe entrare nella vostra associazione?</p>
<blockquote><p>Prima di tutto perché ci sembra difficile che persone interne al mondo della comunicazione possano restare indifferenti agli scopi che Adicom si propone e non sentano invece la necessità di contribuire alla missione associativa. Inoltre le offerte che Adicom propone ai propri iscritti sono davvero utili e permettono ai professionisti di economizzare sulle spese di aggiornamento professionale. Adicom è sciolta da interessi esterni, garantisce un’indipendenza etica ed economica che sfocia nella piena libertà di scegliere il meglio per i suoi membri, i quali conoscono con chiarezza intenti, bilanci e linee guida anche perché vengono coinvolti continuamente nel merito dei vari temi.<br />
Adicom, poi, è un’associazione che prescinde dal grado di professionalizzazione dei suoi membri. Questo vuol dire molto, per tutti. Per i pubblicitari più esperti che hanno la possibilità di conoscere le nuove generazioni, con le loro aperture intellettuali, il loro entusiasmo, la loro “comunicazione” che si traduce in modalità e stili inediti. Per i giovani designer e pubblicitari che hanno la preziosa opportunità di confrontarsi con chi ha una pluriennale esperienza, di comprendere la profondità anche storica del fare pubblicità, di cogliere segreti del mestiere.</p></blockquote>
<p>9) Quanto costa associarsi?</p>
<blockquote><p>Le quote variano in relazione al ruolo che si desidera ricoprire nella vita associativa: da studente (50,00 euro) a socio professionista (100,00 euro).<br />
Esistono particolari convenzioni con scuole e Università per l’accesso degli studenti all’Associazione con quote agevolate per il primo anno (10,00 euro).</p></blockquote>
<p>10) Quanti soci conta la vostra associazione e quanti di questi sono paganti (sostenitori)?</p>
<blockquote><p>Nata alla fine del 2006, nei primi 10 mesi di attività Adicom ha iscritto oltre 200 associati fra professionisti e studenti. Nella prima riunione di gennaio 2008 verranno ratificate le oltre 250 richieste di adesione pervenute negli ultimi tre mesi del 2007. Supereremo quindi i 400 iscritti per l’inizio del 2008.<br />
Tutti i nostri soci pagano la quota associativa ad eccezione dei soci onorari.<br />
Invito tutti coloro che desiderano approfondire la nostra conoscenza a visitare il sito dell’Associazione <a href="http://www.adicom.info">www.adicom.info</a></p></blockquote>
<p>Questa intervista è parte di una serie pubblicata per la prima volta su <a href="http://www.designerblog.it/post/1975/designerblog-intervista-adicom">DesignerBlog.it</a></p>
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		<title>Intervista ad ADCI</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 20:36:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua la nostra serie di interviste alle associazioni e andiamo oggi ad affrontare una &#8220;delle grandi&#8221;: l&#8217;Art Director Club Italiano. Come vedremo insieme a Gianguido Saveri, segretario dell&#8217;ADCI, entrare a fare parte dell&#8217;associazione (o meglio del club) non è per niente facile, si entra infatti per merito e questo merito è valutato in base a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Continua la nostra serie di interviste alle associazioni e andiamo oggi ad affrontare una &#8220;delle grandi&#8221;: l&#8217;<a href="http://www.adci.it/">Art Director Club Italiano</a>.<br />
Come vedremo insieme a Gianguido Saveri, segretario dell&#8217;<a href="http://www.adci.it/">ADCI</a>, entrare a fare parte dell&#8217;associazione (o meglio del club) non è per niente facile, si entra infatti per merito e questo merito è valutato in base a concorsi vinti o lavori pubblicati.</p>
<p>Insomma il Club non è per tutti e questo è sia il suo punto di forza che il suo più grosso punto debole, nonostante ciò l&#8217;ADCI è ultimamente una delle associazioni più attive concretamente: mi riferisco in particolare all&#8217;iniziativa appena lanciata per i freelance (BolleBlu, capitolo freelance dell&#8217;ADCI).<br />
Ma per ora lascio parlare Gianguido, riparleremo di tutte queste iniziative alla fine, quando potrò tirare le fila di quanto detto da tutte queste associazioni.</p>
<p>1) Ci presenti l&#8217;ADCI</p>
<blockquote><p>L’Art Directors Club Italiano nasce nel 1985 &#8211; dopo altri tentativi conclusi negli anni ’60 e ’70 &#8211; per rappresentare e valorizzare l’eccellenza creativa nella comunicazione commerciale. Esistono Art Directors Club in tutto il mondo. Il primo a nascere è quello di New York quasi 90 anni fa!<br />
L’ADCI fa parte dell’<a href="http://www.adceurope.org/">ADCoE</a> (<a href="http://www.adceurope.org/">Art Directors Club of Europe</a>) che ha sede a Barcellona e che riunisce 16 Paesi europei. Da quest’anno l’Italia ne ha la presidenza con Franco Moretti.</p></blockquote>
<p>2) Che obiettivi ha l&#8217;associazione?</p>
<blockquote><p>L&#8217;Art Directors Club Italiano, l&#8217;associazione dei creativi della Comunicazione, ha come obiettivo primario quello di migliorare gli standard della creatività nel campo della comunicazione e delle discipline ad essa collegate e di promuovere la consapevolezza dell&#8217;importanza di questi standard all&#8217;interno della comunità aziendale, istituzionale e del pubblico in genere, in Italia e all&#8217;estero. Opera per la qualificazione, la valorizzazione e lo sviluppo dell&#8217;attività professionale.</p></blockquote>
<p>3) Come pensa di realizzare questi obiettivi?</p>
<blockquote><p>Occorre sviluppare una cultura della comunicazione nel pubblico, negli operatori e nei committenti. Occorre anche qualificare l’eccellenza e rendere visibile e percepibile la professionalità – visto che di Albi e di Ordini non se ne parla più. Il Club infatti, è l’unica organizzazione del settore cui si accede per meriti: non si può essere Soci ADCI se non si hanno ottenuti riconoscimenti a manifestazioni internazionali (<a href="http://www.clioawards.com">CLIO</a>, <a href="http://www.canneslions.com">Festival di Cannes</a>, ecc.) o pubblicazioni sugli Annual ADCI o su quelli dei Club degli altri Paesi.</p></blockquote>
<p>3b) Siete però consapevoli che il vostro maggior valore aggiunto è anche una debolezza? mi spiego: da molti designer l&#8217;ADCI è visto come un club elitario in cui è vero si entra solo per meriti, ma non sempre questi meriti sono effettivi o raggiungibili dal semplice designer di provincia.<br />
Per la stragrande maggioranza dei designer italiani è infatti impossibile partecipare ad un Clio o a Cannes, ma questo non vuol certo dire che non siano capaci a prescindere: indire per esempio un concorso italiano aperto a tutti e soprattutto gratuito non risponderebbe meglio all&#8217;esigenza di selezionare i soci in base alle capacità?</p>
<blockquote><p>In qualche modo occorre selezionare, se si vuole “qualificare”. Il Club è nato proprio con questa pretesa. Un Club appunto, non un’associazione di categoria come la TP o l’AIAP.<br />
Per accedere all’ADCI basta avere 3 lavori pubblicati sul nostro Annual e non costa molto partecipare agli ADCI Awards – confrontando gli altri Premi internazionali – e che sono già “aperti a tutti”. Oltretutto questa è la nostra principale fonte di finanziamento e non vedo come potremmo farlo “gratis”! </p></blockquote>
<p>4) Cosa ha già fatto di concreto l&#8217;ADCI per i propri soci e cosa invece più in generale per tutta la categoria che rappresenta?</p>
<blockquote><p>L’iniziativa più nota e di maggior successo sono gli ADCI Awards che, dal 1985, selezionano e premiano la migliore creatività italiana nella comunicazione commerciale. È il Premio più ambito dai creativi italiani. Pubblichiano un magazine elettronico (PDF) distribuito gratuitamente. Abbiamo un sito Web istituzionale e un <a href="http://blog.adci.it/">Blog</a> che è uno dei più seguiti tra i Blog italiani.<br />
Inoltre, abbiamo fatto incontri e seminari e collaborato con Enti pubblici per eventi culturali pertinenti alla nostra mission.<br />
Tutto questo è fondamentale per dare rappresentatività e visibilità alla categoria, essere un punto di incontro e di riferimento, fare Community. </p></blockquote>
<p>4b) Come molte delle altre associazioni vedo quindi che la vostra comunicazione e attività è rivolta soprattutto ai designer: non pensa invece che per diffondere maggiormente la cultura del progetto in Italia sia necessario comunicare in primis ai clienti dei designer e cioé in primis alle piccole e medie imprese? cosa fa ADCI in questa direzione?</p>
<blockquote><p>Nel 2004 sono stato promotore della ricerca “La Ragione del Cliente” sulla percezione della creatività e dei creativi da parte dei mktg communication manager . Hanno partecipato più di 200 manager delle più importanti aziende italiane e multinazionali. 6 mesi dopo, abbiamo svolto l’indagine inversa: abbiamo chiesto ai creativi cosa ne pensavano dei Clienti. Risultati freddi, con rimpallo di responsabilità sulla “scarsa qualità” della comunicazione commerciale in Italia.<br />
Ma se abbiamo manager scarsamente preparati in fatto di comunicazione, abbiamo anche una valanga di “creativi” improvvisati, senza preparazione.<br />
Ma qui si apre il discorso sulla Formazione, sulla Scuola… un disastro!<br />
Poi, è difficile far passare “la cultura del progetto” in un Paese dove tutti sanno fare tutto perché “siamo tutti creativi” e i fotografi di moda fanno le Campagne per il Ministero della Salute!<br />
Ma sono d’accordo che dovremmo sollecitare di più la nostra “controparte” ad avere più attenzione per la qualità e la professionalità.<br />
Purtroppo il sistema delle Agenzie di Pubblicità è crollato, lasciando il potere (e i soldi) ai centri Media. Risultato: le risorse destinate alla progettazione di una campagna pubblicitaria oggi sono un decimo di quelle di 20 anni fa. Meno soldi, meno qualità.</p></blockquote>
<p>5) Cosa sta facendo o farà nel prossimo futuro?</p>
<blockquote><p>Oltre a proseguire con le attività consolidate, stiamo implementando i “servizi” agli associati. Ad esempio, abbiamo creato il “Capitolo Freelance” dedicato ai creativi indipendenti, consulenti e microstrutture – che hanno esigenze particolari, come la formazione, l’aggiornamento e la valorizzazione del proprio ruolo.<br />
Ma la cosa più importante è che abbiamo creato una Community che sta cominciando a “fare sistema” e che si sta ponendo l’obiettivo di gestire i cambiamenti epocali in corso, o almeno di non subirli passivamente come è successo finora.</p></blockquote>
<p>6) Quali sono i problemi maggiori che affrontate nel portare avanti i vostri obiettivi?</p>
<blockquote><p>Il problema principale &#8211; non avendo una struttura &#8211; è di non riuscire a programmare uno sviluppo e una crescita. Si ricomincia daccapo ogni volta, se ci sono risorse e persone disposte a lavorare sui progetti. Inoltre, il fatto di mantenere una forte selezione all’ingresso – un valore fondante del Club – non ci permette di fare “massa” e avere un peso politico sufficiente a incidere sulle scelte delle Istituzioni o di essere interessanti per gli sponsor.
</p></blockquote>
<p>7) Quali sono le principali fonti di finanziamento della vostra associazione?</p>
<blockquote><p>Siamo indipendenti. Questo significa che ci finanziamo da soli, con le quote associative e i proventi delle edizioni del Premio ADCI Awards. Occasionalmente qualche sponsor partecipa alle spese di eventi e iniziative. Ad esempio YAHOO! Italia ha finanziato in parte la cerimonia di premiazione degli ADCI Awards 2007.</p></blockquote>
<p> <img src='http://itomizer.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Perchè secondo voi un designer dovrebbe entrare nella vostra associazione?</p>
<blockquote><p>Perché è l’unica organizzazione in Italia che dà un “bollino di qualità” agli associati. Essere membro dell’ADCI è l’unica certificazione professionale esistente per un creativo che lavora nelle comunicazione commerciale, perché si accede al Club solo i per meriti acquisiti sul campo.</p></blockquote>
<p>9) Quanto costa associarsi?</p>
<blockquote><p>I Soci ADCI (che accedono a questa qualifica per meriti) pagano 260 Euro l’anno. I Sostenitori ADCI (che non hanno i titoli per accedere alla qualifica di Soci ADCI) dopo aver passato il vaglio del Consiglio pagano 130 Euro. Gli Studenti ADCI (iscritti a Scuole di Comunicazione e simili) pagano solo 40 Euro. Da notare che la quota dei Soci ADCI non è mai stata aggiornata dal 1985, anno in cui si pagavano 500.000 Lire.</p></blockquote>
<p>10) Quanti soci conta la vostra associazione e quanti di questi sono paganti?</p>
<blockquote><p>Tutti gli iscritti pagano la loro quota. In tutto siamo poco più di 300, ma la Community consolidata che gira attorno al Club è fatta di 4000 creativi di tutte le specializzazioni, da tutta Italia. Il Club è sempre stato un’associazione “esclusiva” ma da qualche anno abbiamo aperto le porte a tutti i creativi di qualità, permettendo l’iscrizione come “Sostenitori ADCI” a quelli che (presentando il loro portfolio lavori) passano il vaglio del Consiglio. Da un lato abbiamo bisogno di crescere numericamente e dall’altro cerchiamo di non perdere la nostra caratteristica di “esclusività”, che è ciò che ci distingue da altre organizzazioni del settore.</p></blockquote>
<p>Questa intervista è parte di una serie uscita per la prima volta su <a href="http://www.designerblog.it/post/1920/designerblog-intervista-adci">DesignerBlog.it</a></p>
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		<title>Intervista ad ACTA</title>
		<link>http://itomizer.com/2007/12/15/intervista-ad-acta/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 20:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Iniziamo il nostro ciclo di interviste alle associazioni italiane di categoria con ACTA, forse l&#8217;associazione che mi ha colpito di più tra quelle che ho visto online prima di inviare gli inviti a rispondere ad un poco di domande su argomenti concreti. ACTA è molto giovane e si può dire che fino ad ora ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Iniziamo il nostro ciclo di interviste alle associazioni italiane di categoria con <a href="http://www.actainrete.it">ACTA</a>, forse l&#8217;associazione che mi ha colpito di più tra quelle che ho visto online prima di inviare gli inviti a rispondere ad un poco di domande su argomenti concreti. <a href="http://www.actainrete.it">ACTA</a> è molto giovane e si può dire che fino ad ora ha fatto poco, ma è forse la più concreta, almeno su carta, delle associazioni che vedremo nei prossimi giorni.<br />
Lascio però descrivere <a href="http://www.actainrete.it">ACTA</a> dal suo presidente, Anna Soru.</p>
<p>Vi lascio con l&#8217;intervista e un messaggio: quello che vuole ottenere <a href="http://www.actainrete.it">ACTA</a> interessa molti di voi li fuori, liberi professionisti e ditte individuali. Vegetare e lamentarsi non serve a niente, associarsi e diventare soci attivi può al contrario cambiare le cose. Queste associazioni finché non avranno un numero veramente significativo di soci non riusciranno mai ad imporsi su un qualunque tavolo di trattativa sindacale e i loro progetti rimarranno solo buoni propositi, cerchiamo di aiutarli a cambiare le cose.</p>
<p>1) Ci presenti l&#8217;associazione che rappresenta</p>
<blockquote><p><a href="http://www.actainrete.it">ACTA – Associazione Consulenti Terziario Avanzato</a> è la prima associazione costituita in Italia per dare rappresentanza a professionisti del terziario avanzato come lavoratori autonomi: formatori, ricercatori, informatici, creativi, e altre categorie di consulenti, tutte accomunate dal rivolgersi a CLIENTI IMPRESE. ACTA nasce nel 2004 dall’auto- organizzazione di un gruppo di professionisti ed è indipendente dai sistemi di rappresentanza politica e sindacale.</p></blockquote>
<p>2) Che obiettivi ha l&#8217;associazione?</p>
<blockquote><p>a) Il primo obiettivo è ottenere di essere considerati AUTONOMI e NON PRECARI, il diritto ad una scelta autonoma, riconosciuto ai professionisti con ordine (avvocati, commercialisti, ingegneri, etc.)</p>
<p>b) Di conseguenza chiediamo che il nostro REGIME PREVIDENZIALE sia ANALOGO A QUELLO DEI PROFESSIONISTI CON ORDINE. Attualmente paghiamo il doppio di quanto pagano le categorie ordinistiche e ci attendono pensioni peggiori, perchè i nostri soldi confluiscono nel gran calderone INPS.</p>
<p>c) Un altro obiettivo è di tipo fiscale. Siamo GRAVATI DA MAGGIORI IMPOSTE rispetto al lavoro dipendente, perchè paghiamo l&#8217;IRAP, un&#8217;imposta dichiarata inconstituzionale per la nostra categoria, ed abbiamo pesanti costi burocratici.<br />
Ma soprattutto vogliamo distinguere la nostra immagine da quella che caratterizza in genere i lavoratori autonomi.<br />
Proprio perchè lavoriamo con le imprese, NON POSSIAMO ESSERE EVASORI, chiediamo quindi l&#8217;eliminazione di strumenti inutilmente vessatori come gli studi di settore.</p></blockquote>
<p>3) Come pensa di realizzare questi obiettivi?</p>
<blockquote><p>Stiamo lavorando da tre anni per cercare di accreditarci sia presso il mondo politico e istituzionale, sia presso studiosi ed esperti di temi del lavoro (sia giuslavoristi, sia economisti del lavoro), di fisco e previdenza.</p></blockquote>
<p>4) Cosa ha già fatto di concreto la sua associazione per i propri soci   e cosa invece più in generale per tutta la categoria che rappresenta?</p>
<blockquote><p>Le nostre azioni sono fino ad ora state prevalentemente rivolte alla categoria, non solo ai soci.<br />
Abbiamo instaurato rapporti con istituzioni locali, con politici locali e nazionali e stiamo partecipando a diversi “tavoli di lavoro”. Iniziamo ad avere una certa visibilità.<br />
Stiamo collaborando con altre associazioni di professionisti, come ADCI (associazione dei creativi) e professioni PIU’ (associazione di secondo livello che raggruppa altre associazioni).<br />
Abbiamo avuto qualche spazio sui media (giornali e tv) e abbiamo organizzato 3 eventi pubblici.</p></blockquote>
<p>5) Cosa sta facendo o farà nel prossimo futuro?</p>
<blockquote><p>Un quarto evento, dedicato alle pensioni, è previsto per lunedì 3 dicembre a Milano  presso il Nuovo Spazio Guicciardini, in Via Melloni 3 “Quale pensione attende Collaboratrici, Collaboratori e Partite IVA iscritti alla Gestione Separata INPS?- Un confronto sui problemi del nuovo lavoro professionale”.<br />
Abbiamo in programma incontri con altre associazioni, contatti con altri esperti e giornalisti, con rappresentanti di forze politiche.</p></blockquote>
<p>6) Quali sono i problemi maggiori che affrontate nel portare avanti i   vostri obiettivi?</p>
<blockquote><p>La prima  difficoltà è legata al fatto che la nostra situazione di lavoratori autonomi non è conosciuta: In Italia vige un pensiero unico dominante che considera parasubordinati, da ricondurre nell’alveo del lavoro dipendente, tutti coloro che già non sono dipendenti. La nostra attività è stata soprattutto di sensibilizzazione culturale.<br />
La seconda difficoltà è far conoscere l’associazione ai potenziali soci. L’informazione ufficiale è fortemente controllata e non è facile trovare spazi di accesso. Il nostro principale canale di promozione resta il passaparola (che funziona molto per categorie: dapprima sono entrati formatori, ricercatori, consulenti di imprese;<br />
quindi è stato il momento degli informatici, poi dei traduttori e dei creativi). In questi tre anni abbiamo finalmente bucato la superficie, ma molto resta da fare.<br />
La terza difficoltà è riuscire ad accedere ai tavoli istituzionali, per intendersi ad essere consultati prima della finanziaria o essere chiamati alla firma dei vari protocolli (come l’ultimo famigerato protocollo del welfare che scarica su di noi i costi necessari all’abbattimento dello scalone).</p></blockquote>
<p>7) Quali sono le principali fonti di finanziamento della vostra   associazione?</p>
<blockquote><p>Sino ad ora la sola fonte di finanziamento è stata la quota dei soci.<br />
L’associazione si regge sulla notevole mole di lavoro volontario dei suoi promotori.</p></blockquote>
<p> <img src='http://itomizer.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Perchè secondo voi un designer dovrebbe entrare nella vostra   associazione?</p>
<blockquote><p>Ci rivolgiamo ai designer che sono autonomi, che rientrano appieno nella fattispecie che noi rappresentiamo: professionisti che si assumono personalmente l’onere e i rischi di trovarsi il lavoro, di farsi pagare, di provvedere alla propria formazione ed aggiornamento, di coprire eventuali periodi di disoccupazione e di malattia.</p></blockquote>
<p>9) Quanto costa associarsi?</p>
<blockquote><p>50 euro.</p></blockquote>
<p>10) Quanti soci conta la vostra associazione e quanti di questi sono   paganti (sostenitori)?</p>
<blockquote><p>Il numero dei nostri iscritti compare in tempo reale sulla nostra Home Page. Oggi sono 346, di cui poco più di 1/4 paganti.</p></blockquote>
<p>Questa intervista è parte di una serie uscita per la prima volta su <a href="http://www.designerblog.it/post/1915/designerblog-intervista-acta">DesignerBlog.it</a></p>
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		<title>Suite 72 Interviews: Vector Brigade</title>
		<link>http://itomizer.com/2004/11/22/suite-72-interviews-vector-brigade/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2004 18:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crazy illustrator-motion-sound designer. Soccer-skate-beer fan. Name: Nuno Surname: Baltazar Website: http://www.vectorbrigade.com Age: 28 Nationality: Portuguese Whom is it useful what you do? Maybe just for myself, but I like to think that I am inspiring a lot of people. Ok, maybe not that many people Which is your favourite season? Summer, no doubt about that. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Crazy illustrator-motion-sound designer. Soccer-skate-beer fan.</p>

<p>Name: Nuno<br />
Surname: Baltazar<br />
Website: <a href="http://www.vectorbrigade.com">http://www.vectorbrigade.com</a><br />
Age: 28<br />
Nationality: Portuguese</p>
<p><strong>Whom is it useful what you do?</strong><br />
Maybe just for myself, but I like to think that I am inspiring a lot of people. Ok, maybe not that many people  <img src='http://itomizer.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  </p>
<p><strong>Which is your favourite season?</strong><br />
Summer, no doubt about that. I hate cold.</p>
<p><strong>Does it coincide with your most productive period?</strong><br />
Not really, no.</p>
<p><strong>Blondes or dark hair girls?</strong><br />
Dark hair, please.</p>
<p><strong>What do you do to pay your lease?</strong><br />
Work, work and more work.</p>
<p><strong>What time do you get up in the morning?</strong><br />
Weekdays around 9.00 am. weekends later, like 13.00 pm</p>
<p><strong>What kind of music do you prefer listening?</strong><br />
Hip-hop, rap, lounge, techno, metal&#8230; It depends of the occasion and state of mind.</p>
<p><strong>What do you think about politics?</strong><br />
I really don&#8217;t think much of it. I mean I don&#8217;t waste much of my time with it.</p>
<p><strong>What do you think about planet Earth?</strong><br />
Wonderful place to live in. our lives are too short to get to know it all from one end to the other.</p>
<p><strong>What do you think about man?</strong><br />
He&#8217;s cool. A litlle twisted sometimes. Other times just plain stupid.</p>
<p><strong>Is it anything you have never done but you absolutely wanna do it?</strong><br />
Kickflip to b-side noseslide.</p>
<p><strong>Is it anything you have done but you absolutely mustn&#8217;t?</strong><br />
Get drunk every weekend&#8230;</p>
<p><strong>In what do you believe?</strong><br />
Myself. Friendship. I don&#8217;t believe I can fly though&#8230;</p>
<p><strong>Where do you hide your money when you stay in a hotel?</strong><br />
I don&#8217;t. I carry it around in a big bag that says &#8220;steal this bag&#8221; ;P</p>
<p><strong>What kind of tools do you use at work?</strong><br />
Macintosh, After Effects, Photoshop, Illustrator, Lightwave, Reason.<br />
I&#8217;m trying to mix it up a bit with spraypaint and stencils now.<br />
Hand drawing some too.  The usual stuff.  <img src='http://itomizer.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  </p>
<p><strong>Where do you take your inspiration from?</strong><br />
Everything really. Comics, anime, videogames, movies&#8230; The list goes on forever.</p>
<p><strong>Which are your favourite websites?</strong><br />
For news: pixelsurgeon, designiskinky, youneedtogetoutmore, computerlove.<br />
For styles: sillypinkbunnies, 123klan, superdeux, buckla, nakd, phunkstudio, volumeone, psyop, shilo, lobo, fatoe, logan, stardust, rinzen, flying fortress and so on&#8230;</p>
<p><strong>Tell us your typical working day</strong><br />
morning:<br />
Get up, take shower, eat breakfast and check emails, drink coffee, browse for new stuff on the net, work a bit.<br />
lunch: Eat, go out for coffee, check the papers on the newsstand.<br />
afternoon: Work, work, work.<br />
dinner: Eat. Nothing very original here.<br />
night: Watch some TV, play PS2 a bit, hang out with girlfriend, make out with girlfriend, weekends go out for a drink with friends. Well, several drinks&#8230; And sleep. Love to sleep.</p>
<p><strong>Which are the first three things you keep near your computer?</strong><br />
Sketchbook, cellphone, toys.</p>
<p><strong>Do you wash your hands after have been in toilet (WC)?</strong><br />
Yes always. Except for that one time, but I was drunk&#8230; ;P</p>
<p><strong>Which is the imprecation or the curse you use most?</strong><br />
&#8220;You silly person&#8221;</p>
<p><strong>Do you like to praise or insult anybody?</strong><br />
I like to praise when there&#8217;s reasons for it. At soccer matches I can&#8217;t help myself and curse away&#8230;</p>
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		<title>Suite 72 Interviews: Justin Fines</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2004 17:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[justin]]></category>
		<category><![CDATA[justin fines]]></category>

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		<description><![CDATA[I&#8217;m just a guy from Michigan. I was brought up in the suburbs and had a typical 70&#8242;s-80&#8242;s childhood. I moved to Detroit at 19, and learned a lot from it. I would suggest that anyone who appreciates sublime large-scale decay go and visit. Make sure you have a buddy who is from there, though, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">I&#8217;m just a guy from Michigan.  I was brought up in the suburbs and had  a typical 70&#8242;s-80&#8242;s childhood.  I moved to Detroit at 19, and learned a  lot from it.  I would suggest that anyone who appreciates sublime  large-scale decay go and visit.  Make sure you have a buddy who is from  there, though, or you won&#8217;t see a thing.  I moved around a lot, and now  I live in NY, in Brooklyn.  I feel as though I am entering a whole new  phase of my life, getting older and seeing things in a new way.  It is  painful but necessary and I am never bored.  I still love making  images, and I love music.</p>

<p>Name: Justin<br />
Surname: Fines<br />
NickName: DEMO<br />
Website: <a href="http://www.demo-design.com">http://www.demo-design.com</a> , <a href="http://www.justinfines.com">http://www.justinfines.com</a><br />
Age: 28<br />
Nationality: US</p>
<p><strong>Whom is it useful what you do?</strong><br />
That is for them to say, I suppose.</p>
<p><strong>Which is your favorite season?</strong><br />
They are all wonderful.</p>
<p><strong>Does it coincide with your most productive period?</strong><br />
My most productive time is when I am lonely.</p>
<p><strong>Blondes or dark hair girls?</strong><br />
I have no preference.</p>
<p><strong>What do you do to pay your lease?</strong><br />
I work at Psyop in NYC [http://www.psyop.tv] as a designer/art director</p>
<p><strong>What time do you get up in the morning?</strong><br />
Sat, Sun, Mon, Wed, Fri : 8.30AM<br />
Tues &#038; Thur : 7AM [These are the days I play soccer]</p>
<p><strong>What kind of music do you prefer listening?</strong><br />
My taste is fairly eclectic.  My favorites right now are Fennesz,  Explosions in the Sky, Jello, Secret Frequency Crew, ah too many.</p>
<p><strong>What do you think about politics?</strong><br />
There are very few honest politicians, and that&#8217;s about all I can say  about it.</p>
<p><strong>What do you think about planet Earth?</strong><br />
I love it here.  I am afraid for it, as many people are.</p>
<p><strong>What do you think about man?</strong><br />
Endlessly fascinating, and sloppy.</p>
<p><strong>Is it anything you have never done but you absolutely wanna do it?</strong><br />
I want to go to Rome.</p>
<p><strong>Is it anything you have done but you absolutely mustn&#8217;t?</strong><br />
Smoke cigarettes.</p>
<p><strong>In what do you believe?</strong><br />
The television host Mr. Rogers once said:<br />
&#8220;At the center of the universe is a loving heart that continues to beat  and that wants the best for every person. Anything we can do to help  foster the intellect and spirit and emotional growth of our fellow  human beings, that is our job. Those of us who have this particular  vision must continue against all odds.&#8221;</p>
<p><strong>Where do you hide your money when you stay in a hotel?</strong><br />
In my wallet [they would never think to look there, right?]</p>
<p><strong>What kind of tools do you use at work?</strong><br />
Vellum, pencils, paint, computers, scanners, cameras</p>
<p><strong>Where do you take your inspiration from?</strong><br />
Music, memory, and the world we live in.</p>
<p><strong>Which are your favorite websites?</strong><br />
Newstoday, http://videos.antville.org</p>
<p><strong>Tell us your typical working day</strong><br />
Well, I waste a lot of time staring into space.  I typically only get  about 2 hours of stuff done for every 8.  I wish it was otherwise, but  that&#8217;s all I got.</p>
<p><strong>Which are the first three things you keep near your computer?</strong><br />
Coffee or tea, pencil, pen</p>
<p><strong>Do you wash your hands after have been in toilet (WC)?</strong><br />
Of course, this is NYC baby.</p>
<p><strong>Which is the imprecation or the curse you use most?</strong><br />
F-you-ck</p>
<p><strong>Do you like to praise or insult anybody?</strong><br />
I would like to praise all artists and musicians who do exactly what  they want, and I curse all those who wish to stop me or slow me down.   DEMO SURVIVES!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Suite 72 Interviews: Nicholas Di Genova</title>
		<link>http://itomizer.com/2004/11/19/suite-72-interviews-nicholas-di-genova/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2004 17:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[di Genova]]></category>
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		<description><![CDATA[I&#8217;m a 23 year old Canadian guy that likes to draw a lot. Most of my work is for the gallery or the street, but I do a little bit of paid design work. I have a statement. That statement goes a little like this: I document the flora and fauna that will populate this [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">I&#8217;m a 23 year old Canadian guy that likes to draw a lot. Most of my work is for the gallery or the street, but I do a little bit of paid design work.<br />
I have a statement. That statement goes a little like this: I document the flora and fauna that will populate this planet millions of years after the extinction of the human race. My statement is only one sentence, but I like it that way.</p>

<p>Name: Nicholas<br />
Surname: Di Genova<br />
NickName: Medium<br />
Website: <a href="http://www.mediumphobic.com">http://www.mediumphobic.com</a><br />
Age: 23<br />
Nationality: Canadian</p>
<p><strong>Whom is it useful what you do?</strong><br />
Lots of different people seem to be interested, it used to just be young dudes like me that were into it, but since I&#8217;ve started showing in<br />
galleries, all sorts of people are into it. At my last show, some of the people who came were 16, some were in their 60&#8242;s. Its a great feeling!</p>
<p><strong>Which is your favourite season? </strong><br />
I like the fall, not too hot, not too cold, all the leaves look nice.</p>
<p><strong>Does it coincide with your most productive period? </strong><br />
This fall is pretty productive, but useually the summer is my most productive season, cause I&#8217;m fresh out of school.</p>
<p><strong>Blondes or dark hair girls? </strong><br />
Any girl that will give me the time of day sadly enough&#8230; No, no, thats the way I used to think, i have a girlfriend now with black hair, so i would say&#8230;dark.</p>
<p><strong>What do you do to pay your lease? </strong><br />
I make and sell paintings. I&#8217;m also starting up a book publishing company, which will feature the work of character-driven graphic artists&#8230; although I doubt it will make me any bling.</p>
<p><strong>What time do you get up in the morning? </strong><br />
between 7:00 and 7:45, depending on what I did the night before. Once every few weeks I wake up and its 3:00 pm, and I think: &#8220;&#8230;what happened&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>What kind of music do you prefer listening? </strong><br />
Lots of different stuff, mostly punkrock, but some hip-hop and old trip-hop as well&#8230;</p>
<p><strong>What do you think about politics?</strong><br />
That the more I learn, the more unhappy I become.</p>
<p><strong>What do you think about planet Earth? </strong><br />
That it won&#8217;t exist in another 100 years. The planet is an old women, and she has a fairly serious infection. She might still exist in 100 years I guess, but she will be a corpse.</p>
<p><strong>What do you think about man? </strong><br />
That we are that infection, sadly enough. Damn, I&#8217;m getting all depressing on everyone, i swear I&#8217;m a happy guy!</p>
<p><strong>Is it anything you have never done but you absolutely wanna do it?</strong><br />
Taken up BMXing, raise children, been on a plane, yup thats right, I&#8217;ve never been on a plane.</p>
<p><strong>Is it anything you have done but you absolutely mustn&#8217;t?</strong><br />
I broke into a car once a very very long time ago, that was really low too, but I was like 14 years old&#8230;really stupid&#8230; but I don&#8217;t do stupid stuff like that anymore.</p>
<p><strong>In what do you believe? </strong><br />
That friends and family are infinitely more important than fame and money.</p>
<p><strong>Where do you hide your money when you stay in a hotel?</strong><br />
When I go to another city, I generally sleep in a park, so I tape it to my crotch, inside my underware&#8230;sick, I know&#8230;</p>
<p><strong>What kind of tools do you use at work? </strong><br />
Very small pens, very small paint brushes, animation paint, waterproof ink, and mylar, for the gallery stuff. For the street stuff, stickies, wheatpaste, and alcohol-based markers.</p>
<p><strong>Where do you take your inspiration from?</strong><br />
Everything. The comics I buy, the movies and cartoons I watch, the biology books I read, the music I listen to, the history channel. Lots of stuff, I read a lot, and watch a lot of movies, when I am in the studio.  </p>
<p><strong>Which are your favourite websites? </strong><br />
the <a href="http://www.woostercollective.com">woostercollective</a> is my street art bible. I like Design is Kinky, Pictoplasma,<br />
and the google image search. I don&#8217;t really surf the net much. I go to the studio around 8am and get back no earlier than midnight, and I have no computer in my studio. </p>
<p><strong>Tell us your typical working day. </strong><br />
I wake up between 7am and 7:45, grab a shower, and leave the house as soon as possible. I get a coffee on the way to the studio.<br />
I work until around 2pm, get lunch, work until around 8pm, get dinner, and work back in the studio until around midnight. If I have to stay really late, I just sleep on the studio floor, but I do that as little as possible. As you can see, I don&#8217;t have much of a life. Thursday or Fridays I might go to a party or an artshow, to see some other human beings.<br />
Monday nights are half-price drinks at the pub across the street from my studio, so i get trashed on mondays now and then&#8230;</p>
<p><strong>Which are the first three things you keep near your computer?</strong><br />
Dirty coffee cups, a pack of smokes, and a stack of videos, cause I always have a movie playing while I am at the computer.</p>
<p><strong>Do you wash your hands after have been in toilet ?</strong><br />
Yup, always! Usually with soap too!</p>
<p><strong>Which is the imprecation or the curse you use most?</strong><br />
Fuck this. Not in a sexual way, in a pissed off way.</p>
<p><strong>Do you like to praise or insult anybody?</strong><br />
I give praise when someone deserves it. I try not to insult people, but when they deserve it, they deserve it. Do you mean praise right here? My bestfriend Matt is the best guy in the world, and my dealer Wil has helped my career more than I could ever imagine. My girlfriend loves me even when I fuck up, and I love her for that.<br />
My parents love me although I became an artist, and I love them for that.</p>
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		<item>
		<title>Suite 72 Interviews: Nigel Evan Dennis</title>
		<link>http://itomizer.com/2004/11/12/suite-72-interviews-nigel-evan-dennis/</link>
		<comments>http://itomizer.com/2004/11/12/suite-72-interviews-nigel-evan-dennis/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2004 18:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Dennis]]></category>
		<category><![CDATA[electric]]></category>
		<category><![CDATA[electricheat.org]]></category>
		<category><![CDATA[Evan]]></category>
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		<category><![CDATA[interview]]></category>
		<category><![CDATA[Nigel]]></category>
		<category><![CDATA[Nigel Evan Dennis]]></category>

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		<description><![CDATA[I&#8217;m from Chicago and I sit at my desk making things look really nice. I want to make things look nice for the rest of my life. It is what I do. I am self-taught. I am looking to make what you want to look nice, look nice. Contact me and I&#8217;ll do it. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">I&#8217;m from Chicago and I sit at my desk making things look really nice. I want to make things look nice for the rest of my life. It is what I do. I am self-taught. I am looking to make what you want to look nice, look nice. Contact me and I&#8217;ll do it. I am obsessed with nip/tuck, the office, and reno 911. I love music.  It is my first love.  I have to have music all around me where ever i go.  I don&#8217;t like ugly things as much as beautiful things</p>

<p>Name: Nigel Evan Dennis<br />
Website: <a href="http://www.electricheat.org">www.electricheat.org</a><br />
Age: 21<br />
Nationality: American, German, Irish</p>
<p><strong>Whom is it useful what you do?</strong><br />
It is useful to me of course because I am doing what I love to do.  Alot of people enjoy my work.  I also enjoy that.  I like people to enjoy my work.  It benefits me because it helps me pay the bills and keeps me happy.</p>
<p><strong>Which is your favourite season?</strong><br />
My favorite season is for sure fall.  Its fall here in the states and it is great.  All the colors and the chilly weather.  Its wonderful.</p>
<p><strong>Does it coincide with your most productive period?</strong><br />
I&#8217;m not quite sure.  I&#8217;ve only been freelancing for about&#8230;10 months.  This is my first autumn..haha&#8230;but yes, i&#8217;ve gotten great work this season.</p>
<p><strong>Blondes or dark hair girls?</strong><br />
Ummm, dark.</p>
<p><strong>What do you do to pay your lease?</strong><br />
Well fortunately, I don&#8217;t have to.  Not yet at least.  I am planning on spreading my wings and leaving my nest of a home soon.  I have supportive parents who are there for me.</p>
<p><strong>What time do you get up in the morning?</strong><br />
8:00 am every day.</p>
<p><strong>What kind of music do you prefer listening?</strong><br />
Well, i listen to alot.  Alot of indie stuff (Blonde Redhead, The Autumns, These Arms Are Snakes)&#8230;alot of electronic (Autechre, DNTEL, Radian, Aphex Twin)&#8230;some heavy stuff (Scarlet, Remembering Never, Zao)&#8230;my taste is very very eclectic.  I love alot of music.</p>
<p><strong>What do you think about politics?</strong><br />
I don&#8217;t get too into because i don&#8217;t believe i am educated enough.  But of course, in the states, it is a huge deal.</p>
<p><strong>What do you think about planet Earth?</strong><br />
I think earth is beautiful.  I&#8217;ve been fortunate enough to travel to Europe.  I&#8217;ve seen Scandinavia.  Its great because it reminds me that I am not the most important person in the world. haha.  anyhow, i think we&#8217;re doing alot to destroy it &#8211; not just physically, but on a different level &#8211; a level of community.</p>
<p><strong>What do you think about man?</strong><br />
Man has got his work cut out for him.  He keeps digging himself deeper and deeper.  We&#8217;ll see what happens.</p>
<p><strong>Is it anything you have never done but you absolutely wanna do it?</strong><br />
Mountain climbing.</p>
<p><strong>Is it anything you have done but you absolutely mustn&#8217;t?</strong><br />
Cocaine. haha</p>
<p><strong>In what do you believe?</strong><br />
I believe in God.  I am a christian.  I have been since i was 7 years old.  My faith plays a huge part in my work.  God is my motivation for doing the best that i can do in everything that i do.</p>
<p><strong>Where do you hide your money when you stay in a hotel?</strong><br />
Never had to do it! hhaha.</p>
<p><strong>What kind of tools do you use at work?</strong><br />
Adobe Photoshop CS, Adobe Illustrator CS, my mouse.</p>
<p><strong>Where do you take your inspiration from?</strong><br />
My main inspirations are from nature, my interactions with people, and the beauty and ugliness of the world around me.</p>
<p><strong>Which are your favourite websites?</strong><br />
Mad props to designiskinky.com, styleboost.com, and MYSPACE.COM!  Hopefully that will land me a sponsorship.  haha.</p>
<p><strong>Tell us your typical working day</strong><br />
Well I try to keep my work day at a 9-5 everyday.  I do my scheduled work, take a lunch break, go back to work, then close shop around 5.  Sometimes there are those nights where i&#8217;ll have an idea and it wakes me up!  haha.</p>
<p><strong>Which are the first three things you keep near your computer?</strong><br />
I keep my digital camera, my bible, my cell phone.</p>
<p><strong>Do you wash your hands after have been in toilet (WC)?</strong><br />
YES!  OF COURSE! hahaha</p>
<p><strong>Which is the imprecation or the curse you use most?</strong><br />
I&#8217;ve been known to cuss.  Not alot.  But when I&#8217;m mad the F-BOMB comes out.  haha.  for those of who don&#8217;t know what the F-BOMB is&#8230;its F***.  haha.</p>
<p><strong>Do you like to praise or insult anybody?</strong><br />
No, neither.  I appreciate good work and i don&#8217;t appreciate unoriginal or bad work.  I don&#8217;t let it be known though.  People are all individuals and I am not the most renowned critic in the world. So i&#8217;m pretty sure most of the time, my opinion wouldn&#8217;t matter.</p>
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		<item>
		<title>Prospettive: Zero</title>
		<link>http://itomizer.com/2004/06/28/prospettive-zero/</link>
		<comments>http://itomizer.com/2004/06/28/prospettive-zero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2004 17:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Assenza di scuole di arte e design degne di questo nome in Italia comincia a farsi sentire. Il mercato del lavoro è popolato da autodidatti che si arrabattano e sedicenti &#8220;eurodesigners&#8221; appena usciti da Istituti che di istituire non hanno voglia e tempo. Come spesso mi succede questo articolo nasce da una lunga discussione partita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">L&#8217;Assenza di scuole di arte e design degne di questo nome in Italia comincia a farsi sentire. Il mercato del lavoro è popolato da autodidatti che si arrabattano e sedicenti &#8220;eurodesigners&#8221; appena usciti da Istituti che di istituire non hanno voglia e tempo.</p>
<p>Come spesso mi succede questo articolo nasce da una lunga discussione partita in mailing list (WD-ITA, la più seguita in Italia dedicata al WebDesign). E&#8217; un discorso che torna e ritorna ciclicamente. Un problema che a quanto pare nessuno vuole vedere veramente, rischiando di farlo diventare un problema sociale oltre che scolastico.</p>
<p>Sempre su WD-ITA a proposito dello stesso argomento poco tempo fa inviai un post con le pubblicità di scuole di design anglosassoni sull&#8217;ultimo numero di I.D. (International Design).. adesso prendo come esempio l&#8217;ultimo numero di HOW e faccio lo stesso, vediamo&#8230; allora:</p>
<p>Tra le solite pubblicità delle fabbriche di carta e stock photography&#8230;</p>
<p>Pagina 2:</p>
<blockquote><p>Academy Of Art College<br />
founded in San Francisco in 1929<br />
Advertising, 2D&amp;3D Animation, Architecture, Car Design, Computer Arts, Costume Design, Fashion &amp; Merchandising, Fine Art, Game Design, Graphic Design, Illustration, Industrial Design, Interior Architecture, Motion Pictures &amp; Television, New Media, Photogrphy, Sculpture, Visual Effects</p></blockquote>
<p>Pagina 10:</p>
<blockquote><p>Syracuse University School of Visual and Performing Arts<br />
&#8220;Master of your domain.&#8221;<br />
New York</p>
<p>Portfolio Center<br />
The School for Design, Art Direction, Media Architecture, Writing, Advertising, Photography &amp; Illustration<br />
Atlanta</p></blockquote>
<p>Pagina 34:</p>
<blockquote><p>Savannah College of Art and Design<br />
Graphic Design, Interactive Design, APPLY NOW!<br />
Savannah, Georgia</p></blockquote>
<p>Quattro scuole solo questo mese&#8230; cosa voglio dire? Non certo presuppore a priori che siano buone scuole (ci mancherebbe), ma, come si può vedere, che in America e Inghilterra tutte le scuole d&#8217;arte si occupano anche e soprattutto di design e che ne esistono a decine, la maggiorparte delle quali di alto livello.In Italia invece, come è già stato detto, le nostre accademie d&#8217;arte insegnano pittura, scultura, ecc e sono completamente indifferenti al design. Risultato? Da una parte le accademie ci rimettono, perchè i loro iscritti sono in costante caduta libera (quando arriveranno a ZERO magari se ne renderanno conto?), dall&#8217;altra il mercato reagisce come può, partorendo pseudo scuole private che puntano al profitto, non certo all&#8217;istruzione e sono fintamente modellate su un modello americano rimpicciolito alla realtà italiana e &#8220;immaccheronito&#8221;. Chi ci rimette? Gli studenti in primis, che non solo buttano via i loro preziosissimi anni da dedicare all&#8217;istruzione, ma oltrettuto soldoni per iscriversi a queste scuolette private.</p>
<p><!--adsense#rec3--></p>
<p><strong>La soluzione?</strong><br />
Le accademie d&#8217;arte italiane, baluardo dell&#8217;istruzione artistica, devono introdurre nuovi corsi legati al design, all&#8217;advertising, ai new media e alla comunicazione come è successo in tutto il resto del mondo. <em>Devono diventare Accademie di Arte &amp; Design.</em></p>
<p>Non siamo più nel Rinascimento è ora di rendersene conto.<br />
Introdurre corsi di Art Direction, Advertising, WebDesign, 2D&amp;3D Animation, Architegture, Car Design, Computer Arts, Costume Design, Fashion &amp; Merchandising, Fine Art, Game Design, Graphic Design, Illustration, Industrial Design, Interior Architecture, Motion Pictures &amp; Television, New Media, Photogrphy, Sculpture, Visual Effects&#8230; continuo??</p>
<p>Bisogna andare in America e studiare come queste &#8220;nuove&#8221; scuole si riescano ad integrare con il territorio e il mercato del territorio. Come gestiscono stage e inserimenti nel mondo del lavoro, quanto dedicano a questo e quell&#8217;argomento, quali sono i corsi più attivi e quanto questo dato è influenzato dal mercato del lavoro. Servono insomma buoni corsi, con buoni insegnanti, incentivati da buoni stipendi e soprattutto corsi incentrati sul mondo del lavoro in primis, non prettamente accademici, con stage ed esperienze dirette anche durante il periodo di insegnamento e un orientamento che non dev&#8217;essere fine all&#8217;istruzione, ma modello per l&#8217;istruzione.</p>
<p>Qualcuno in realtà ci stà timidamente provando. E&#8217; da poco attivo per esempio presso <a href="_blank" href="http://www.accademiadiurbino.it/">l&#8217;Accademia di Belle Arti diUrbino</a> il nuovo corso di “Progettazione Multimediale”, riporto dal sito ufficiale dell&#8217;ABAU: </p>
<blockquote><p>&#8220;Il corso di Progettazione multimediale si propone, attraverso un percorso che vede strettamente legate teoria e tecnica, di formare progettisti e creativi in grado di creare sistemi di interazione complessa sia nel sistema digitale (computer o rete) che in un sistema di tipo analogico. La figura che il corso andrà a formare è quella del Progettista multimediale&#8221;</p></blockquote>
<p>Difficile valutare quanto valga un corso del genere (Corso sperimentale triennale + Specializzazione biennale) di osare a quanto pare c&#8217;è molta paura&#8230; è comunque lodevole il tentativo.</p>
<p>A Milano è poi nata la <a target="_blank" href="http://www.naba.it/">&#8220;Nuova Accademia di Belle Arti&#8221;</a> che accoglie i suoi visitatori con un originale &#8220;we are different&#8221;&#8230; i presupposti ci sono tutti: Pittura, Product Design, Moda &amp; Textile Design, Communication Graphic Design, Scenografia, Arte &amp; Design&#8230; quindi corsi più orientati sul lavoro futuro e sul territorio che sullo strascico Rinascimentale italiano. Oltretutto per chi sta pensando sia la solita scuola privata il sito chiarisce subito ogni dubbio: </p>
<blockquote><p>&#8220;è un&#8217;Accademia non Statale Legalmente Riconosciuta dal Ministero dell&#8217;Istruzione dell&#8217;Università e della Ricerca (MIUR), e conferisce Diplomi Accademici validi a tutti gli effetti di legge (concorsi statali e insegnamento). Dal dicembre 1999 le Accademie di Belle Arti godono dello status giuridico dell&#8217;Università &#8220;di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile&#8221; e &#8220;rilasciano specifici diplomi accademici di primo e secondo livello, nonché di perfezionamento, di specializzazione e di formazione alla ricerca in campo artistico&#8221; (legge 21 dicembre 1999, n.508) &#8220;equiparati alle lauree&#8221; (legge 22 novembre 2002, n. 268).&#8221;</p></blockquote>
<p>Insomma i presupposti ci sono tutti, ma non ho elementi per elogiare o meno i corsi di questa &#8220;nuova accademia&#8221;&#8230; immagino che salteranno fuori commenti interessanti.</p>
<p>Un&#8217;altra buona possibilità sone le &#8220;ISIA&#8221;. <a target="_blank" href="http://www.isia.org/">L&#8217;Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino</a> (ISIA) trae le sue origini dall&#8217;Università delle Arti Decorative, inaugurata a Monza nel 1922 e, quasi immediatamente ridenominata ISIA, una scuola prevista dalla legge Gentile come proseguimento degli studi per gli allievi dell&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte di Monza.</p>
<p>L&#8217;attivazione degli istituti attualmente esistenti &#8211; Faenza, Firenze, Roma e Urbino &#8211; ha luogo a partire dagli anni Sessanta.<br />
Vengono ammessi ai suoi corsi trenta studenti per ogni anno tra quanti, in possesso di un diploma di maturità quinquennale (o dall&#8217;attestato di superamento del corso integrativo successivo al diploma di maturità artistica o di maturità magistrale), abbiano superato una selezione imperniata su prove culturali e grafiche.A compimento del corso di studi, gli studenti sostengono l&#8217;esame finale che consiste nella presentazione e discussione di una tesi di tipo progettuale e conseguono il diploma di Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, equipollente al diploma di Accademia di Belle Arti. </p>
<p>L&#8217;ISIA è forse la migliore scelta oggi per chi vuole imparare qualcosa di grafica, design e comunicazione, ma il suo numero chiuso la limitano moltissimo, inutile dirlo, e lasciano enorme spazio a tante altre realtà meno qualificate.</p>
<p>L&#8217;unica altra alternativa sono insomma le decine di scuole e scuolette private che sono nate negli ultimi 3 o 4 anni in Italia sull&#8217;onda della New Economy e dei New Media e dei New Guadagni ®&#8230; Ho parlato con tanti ex studenti, ho letto tanti commenti, ho ascoltato chi ha insegnato in queste scuole, ho verificato come questi corsi vengono spesso tenuti dunque&#8230;</p>
<p><strong>Il problema? La scuola privata italiana di design</strong><br />
Togliamoci il prosciutto dagli occhi e le buone parole dalla bocca: le scuole private nel Bel Paese puntano al guadagno, siamo un popolo di &#8220;furboni&#8221;, per questi &#8220;istituti&#8221; il primo interesse è portare a casa la quota associativa annuale dei loro studenti, non indirizzarli e aiutarli ad entrare nel mondo del lavoro preparati.<br />
Va di moda il webdesign? creiamo un bel corso di WebDesign! non si trovano insegnanti competenti? che importa prendiamo il primo freelance che sappia parlare e buttiamogli davanti gli ultimi 20 malcapitati che hanno già pagato il corso!</p>
<p>E non ditemi che non posso generalizzare&#8230; ovvio che ci sarà qualche istituto serio, ma fatemi dei nomi per favore.<br />
Seguo questo &#8220;fenomeno&#8221; praticamente dalla nascita e le uniche persone che me ne hanno parlato bene sono amici freelance che hanno insegnato in queste scuole in cambio di soldi buoni.</p>
<p>Gli Ex Studenti? Un disastro. La considerazione degli studi professionali per questi ex studenti? Tutta da ridere. Se si eccettuano certi &#8220;accordi tra le parti&#8221; tra grandi studi e scuole allora vorrei sapere qual&#8217;è l&#8217;art director che preferisce un &#8220;eurodesigner&#8221; a un equivalente autodidatta che ha passato tre anni a far esperienza invece che spinelli e marchette.</p>
<p>Tre anni o più di soldi spesi, tempo speso, fatiche spese&#8230; per guadagnare nulla. Un titolo di studio non riconosciuto, un&#8217;esperienza irrilevante, una base di conoscenza ridicola, un&#8217;orientamento nel mondo del lavoro degno delle elementari&#8230;<br />
<strong>le prospettive: ZERO.</strong></p>
<div class="contenuto">
<ul>
<li><a href="http://www.artschools.com" target="_blank">Art Schools</a></li>
<li><a href="http://www.academicinfo.net/artschools.html" target="_blank">Academic Info: Art Schools</a></li>
<li><a href="http://www.academyart.edu" target="_blank">Academy Of Art College</a></li>
<li><a href="http://www.portfoliocenter.com" target="_blank">Portfolio Center</a></li>
<li><a href="http://vpa.syr.edu" target="_blank">Syracuse University School of Visual and Performing Arts</a></li>
<li><a href="http://www.scad.edu">Savannah College of Art  and Design</a></li>
<li><a href="http://www.pacificdesignacademy.com" target="_blank">Pacific Design Academy</a></li>
<li><a href="http://www.aipx.edu" target="_blank">The Art Institute of Phoenix</a></li>
<li><a href="http://www.artcenter.edu" target="_blank">Art Center College of Design</a></li>
<li><a href="http://www.aisf.artinstitutes.edu">Art Institute of California</a></li>
<li><a href="http://www.rmcad.edu" target="_blank">Rocky Mountain College of Art &#038; Design</a></li>
<li><a href="http://www.artic.edu" target="_blank">Art Institute of Chicago</a></li>
<li><a href="http://www.nyaa.edu" target="_blank">New York Academy of Art</a></li>
<li><a href="http://www.schoolofvisualarts.edu" target="_blank">School of Visual Arts</a></li>
<li><a href="http://www.risd.edu" target="_blank">Rhode Island School of Design</a></li>
<li><a href="http://www.hyperisland.se" target="_blank">HyperIsland – School of NewMedia Design</a></li>
<li><a href="http://www.naba.it" target="_blank">Nuova Accademia di Belle Arti Milano</a></li>
<li><a href="http://www.accademialbertina.torino.it" target="_blank">Accademia Albertina delle Belle Arti</a></li>
<li><a href="http://www.accademiadibrera.milano.it" target="_blank">Accademia di Belle Arti di Brera</a></li>
<li><a href="http://www.accademia.carrara.ms.it" target="_blank">Accademia di Belle Arti di Carrara</a></li>
<li><a href="http://www.accademiadiurbino.it" target="_blank">Accademia di Belle Arti di Urbino</a></li>
<li><a href="http://www.isia.it" target="_blank">ISIA Faenza</a></li>
<li><a href="http://www.isia.org" target="_blank">ISIA Urbino</a></li>
<li><a href="http://www.isiadesign.fi.it" target="_blank">ISIA Design Firenze</a></li>
</ul>
</div>
<p>Articolo pubblicato per la prima volta su <a href="http://www.braintwisting.com/articoli.php?id=44">BrainTwisting</a>.</p>
<p><!--adsense#rec2--></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Computer Graphics &amp; Publishing</title>
		<link>http://itomizer.com/2003/12/14/intervista-a-computer-graphics-publishing/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2003 17:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuove esperienze attraverso l’interattività per la Rete, arte creativa e lavoro su commissione, teatro digitale, il lavoro di gruppo, le scelte e le prospettive del Web designer in una situazione di ridimensionamento del mercato e tanto altro. Antonio Moro, designer professionista da tre anni, si divide da sempre tra la sua passione per la tecnica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Nuove esperienze attraverso l’interattività per la Rete, arte creativa e lavoro su commissione, teatro digitale, il lavoro di gruppo, le scelte e le prospettive del Web designer in una situazione di ridimensionamento del mercato e tanto altro.</p>
<p>Antonio Moro, designer professionista da tre anni, si divide da sempre tra la sua passione per la tecnica e quella per l’arte e il design. Fondatore di DollyDesign, la community italiana del Web design, cura il proprio sito personale cercando di uscire dagli schemi comuni del Web design e della Web Art.<br />
Antonio Moro si propone nel settore del Web design per la ricerca continua di stili e soprattutto di nuovi strumenti per l’interattività tra l’utente e la grande Rete. Il suo sito Web può considerarsi un vero e proprio laboratorio, infatti, sin dal primo approccio con la pagina principale si ha l’impressione di entrare in qualcosa di diverso, una sensazione che può non essere immediatamente definita, a causa di quella che possiamo oramai definire come un’abitudine causata da una vera e propria standardizzazione nell’approccio al Web. </p>
<p>Il fatto che più o meno tutti i siti su Internet si assomiglino non può che far impigrire il navigatore, e in questo caso anche il semplice utilizzo dei tasti freccia della tastiera può considerarsi una piacevole novità, che fa presagire diversi scenari per il futuro. </p>
<p>Quello che ci ha favorevolmente impressionato nell’approccio con Moro è il fatto che riesce perfettamente a distinguere il lato sperimentale da quello professionale.<br />
Con poche ma significative parole, durante l’intervista, è riuscito ad esprime un concetto e a porre una definizione, che per molto tempo abbiamo cercato, con chi è intervenuto in questa rubrica. </p>
<p>In particolare ci riferiamo al punto in cui afferma: “quello che il designer deve fare è lavorare insieme al cliente, consigliarlo, dargli delle scelte e ascoltare quello che ha da dire sul prodotto che vuole realizzare, quello che facciamo tutti i giorni è design, realizzare cioè prodotti che rispecchiano precise richieste, che nascono per l’utente in base a queste”.</p>
<p><strong>Internet concede molto alla sperimentazione, nel tuo caso si notano innovazioni nel concetto di navigazione che prescindono da quello di usabilità, ritieni che sia questa la via da seguire e per quali motivazioni?</strong></p>
<blockquote><p>Credo che il punto fondamentale sia: “qual è il concetto di usabilità?”. Se dovessimo attenerci alle regole “standard” di usabilità tutte le navigazioni sarebbero uguali o comunque molto simili fra loro. L’utente per lo meno all’inizio ne trarrebbe giovamento? Sicuramente si, ma di certo no a lungo termine.<br />
La sperimentazione deve quindi essere applicata oltre che all’interfaccia anche all’usabilità della stessa, che vuoi proporre. Nei miei esperimenti ho cercato di cambiare punto di vista e uscire dai canoni classici della navigazione su Internet come la conosciamo.<br />
Creare nuove esperienze attraverso l’interattività è la base su cui si poggia la grande Rete. Internet, vero nuovo media della comunicazione, si basa su un elemento che tutti gli altri media non hanno: l’interattività. La vera sperimentazione deve quindi, a mio parere, essere rivolta a questo aspetto importantissimo di Internet, che altrimenti rischia di passare in secondo piano.<br />
Ricordiamoci che questo elemento, insieme alla varietà quasi infinità dei contenuti, è il punto di forza del media in cui operiamo: standardizzarlo o comunque porlo in secondo piano significa non realizzare un buon sito Web nella maggior parte dei casi. </p></blockquote>
<p><strong>Quanta libertà ti è concessa nella realizzazione di siti Web per committenti, riesci ad imporre i tuoi punti di vista e quali difficoltà trovi nel rapportarti con responsabili del marketing e con i piccoli imprenditori?</strong></p>
<blockquote><p>Questo è un punto dolente di numerosi designer:La libertà creativa. Libertà creativa significa esprimere liberamente la propria creatività e concentrarla per ottenere un risultato.<br />
Molti designer sono portati a pensare che la libertà creativa debba sempre essere applicata al loro lavoro. Tutti vorrebbero che il cliente arrivi una mattina, ci dia due o tre linee generali e poi se ne torni a casa senza più disturbarci. Questa è “presunzione creativa”.<br />
Quello che il designer deve fare è lavorare insieme al cliente, consigliarlo, dargli delle scelte e ascoltare quello che ha da dire sul prodotto che vuole realizzare. Quello che facciamo tutti i giorni è design, realizzare cioè prodotti che rispecchiano precise richieste e che nascono per l’utente in base a queste.<br />
Ovviamente questo scenario idilliaco di ambiente collaborativo tra designer e cliente è forse utopico, soprattutto in Italia. La dura verità è che i “clienti buoni” (come li chiamano i Web designer) sono pro-prio pochi. Quello che solitamente viene richiesto è una bella brochure in rete del suo prodotto, possibilmente più bella di quella del signor Rossi, suo diretto concorrente. </p>
<p>Non c’è ancora in Italia insomma una coscienza di quello che Internet può offrire, se non nelle grandi aziende.Tutto il settore della piccola e media impresa, in cui operano migliaia di Web de-signer freelance e piccole agenzie, è costellato da self-made-man che vorrebbero anche un “self-made-Web-site”, ma che proprio non ci riescono e allora si rivolgono al “primo riven-ditore di siti” disponibile.<br />
Prima ci si toglie il dente e meglio è: consegna in quindici giorni, pagamento a sessanta, il logo l’ha disegnato mio figlio e vorrei una nuvola volante in home page, sa, mi ricorda mia madre… mah. Il duro lavoro che ci aspetta è contribuire a creare questa coscienza che in Italia manca. Cerchiamo allora di fare capire ai nostri clienti quali sono queste nuove possibilità che Internet offre, come possono sfruttarle e cosa possono ricavare dagli investimenti che stanno facendo. </p>
<p>L’imprenditore italiano ragiona a breve termine: oggi mi costa una certa cifra, domani mi rende quanto? Nostro compito sarà quello di fargli capire quanto sia impor-tante il media Internet, se sfruttato correttamente, per l’azienda. Attraverso la fidelizzazione dell’utente, la messa on-line di informazioni interattive e aggiornate, il supporto on-line, la creazione di database sempre consultabili, la possibilità di utilizzare più media, approcci, ed interazioni per la presentazione di un prodotto o di una idea. Internet ha infinite possibilità, noi lo sappiamo bene.<br />
Quello che dobbiamo fare è farlo scoprire anche ai nostri clienti.</p></blockquote>
<p><strong>Che rapporto intercorre tra l’arte creativa e il lavoro su commissione?</strong></p>
<blockquote><p>L’arte creativa è puro istinto espresso attraverso un qualche tool che ti permetta di tradurre in sensazioni visive quello che vuoi esprimere in quel momento. Il lavoro su commissione è arte creativa espressa all’interno di un recinto che si pone insieme al cliente.<br />
E’ quindi strettissimo il rapporto fra le due cose, importante per un designer è saper sempre individuare la differenza fondamentale che però necessariamente intercorre.<br />
 Entrambe queste forme di espressione sono essenziali per un designer: saper lasciare andare la propria mente creativa liberamente e saperla rinchiudere in dei limiti prestabiliti. Se un designer non ha la possibilità di applicarsi in queste due forme di espressione non può, almeno secondo me, crescere professionalmente ed interiormente.</p></blockquote>
<p><strong>Come avviene il passaggio tra il lavoro di progettazione e quello di realizzazione pratica?</strong></p>
<blockquote><p>In realtà non c’è mai un vero e proprio passaggio definito tra queste due fasi. Diciamo che il processo vero e proprio è uno solo e che può dividersi a grandi linee in questi due passaggi, ma che si può sempre tornare a riprogettare qualcosa o realizzare determinati elementi senza alcuna progettazione.<br />
Credo che la progettazione sia importante, ma il livello istintuale è altrettanto importante: quindi ben venga una progettazione attenta del prodotto che si vuole realizzare, ma non dimentichiamo mai di lasciare anche spazio ad un po’ di improvvisazione creativa che a volta tira fuori le idee migliori.</p></blockquote>
<p><strong>Il tuo sito Web è molto particolare e riesce a far coinvolgere l’utente anche con l’uso della tastiera, ritieni che la programmazione e il design di un sito debba uscire dalla “gabbia” del mouse per un coinvolgimento sempre più attivo? E quali obiettivi ti proponi?</strong><br />
(si fa riferimento ad una vecchia versione di <a href="http://www.itomi.it">itomi.it</a> non più online. NdAntonio)</p>
<blockquote><p>Non so ancora dove arriveremo per quanto riguarda gli strumenti di interazione con la macchina. Il mouse è attualmente il dispositivo più utilizzato per interagire con il computer. Anche il mouse ovviamente evolve di continuo e forse un giorno cambierà completamente o verrà sostituito da oggetti più evoluti ergonomicamente e funzionalmente.<br />
 Quello che volevo fare, quando ho pensato il mio sito, era di non fermarmi al solo mouse. L’uso della tastiera nella navigazione di un sito Web è quanto meno raro. Quello che volevo ottenere era sorprendere l’utente inizialmente per il cambio di “abitudine” per poi sorprenderlo ancora per l’adattamento alla nuova esperienza e, non deve semplicemente sfociare in effettistica di bassa lega, ma liberarsi per la creazione di nuove esperienze da concedere all’utente.</p></blockquote>
<p><strong>Secondo il tuo parere su Internet c’è ancora troppa improvvisazione e scarsa professionalità nel progettare siti?</strong></p>
<blockquote><p>Assolutamente, ma questo è normale e succede sempre quando una professione risulta così facilmente accessibile. La facilità di accesso al Web design ha abbassato, com’è ovvio, il livello medio della qualità, ma ha aperto la strada verso una professione che altrimenti non si sarebbe sviluppata ed evolu-ta così tanto.<br />
Sta quindi ai singoli designer decidere come evolvere nella loro professione, se accontentarsi di rimanere a livelli di entrata o se crescere verso livelli professionali più alti. Il bello del Web design è che comunque dà possibilità di scelta, fino ad un certo punto, ovviamente&#8230;</p></blockquote>
<p><strong>Secondo il tuo parere e la tua esperienza quando si può dire che un sito Web ha raggiunto il suo obiettivo?</strong></p>
<blockquote><p>Quando ha conseguito tutti i requisiti che si erano prefissati i suoi creatori e i suoi committenti. Mi spiego: inutile generalizzare, ogni sito fa storia a sé, ha propri prerequisiti, target, necessità, problemi.<br />
Un sito Web in realtà non arriva mai ad essere “finito”, a meno di progetti particolari fini a se stessi. Un sito fatto per il pubblico che interagisce e propone contenuti, per esempio, non si completa mai, al limite arriva ad un livello di qualità generale ed aggiornamento continuo, per cui si può dire che quel sito effettivamente raggiunge il suo obbiettivo.<br />
Il bello però è proprio questa sfida continua che sta dietro ad ogni sito Internet: il confronto con il target del sito e l’inevitabile aggiornamento e “riposizionamento” che ne consegue.<br />
I siti fini a se stessi di solito hanno ben poco di interessante, sia per l’utilizzatore che per il suo realizzatore.
</p></blockquote>
<p><strong>Ritieni che, vista la situazione attuale, si possa vivere di solo Web design?</strong></p>
<blockquote><p>Il mercato si è ridimensionato molto negli ultimi mesi, ci si “vende” a meno e i progetti disponibili per un freelance sono sempre meno numerosi.<br />
A questo proposito il punto principale che sto spingendo in questo periodo, quando sono invitato a parlare in pubblico, riguarda l’aggiornamento. Un WebDesigner freelance non può permettersi ora di crogiolarsi sugli allori del passato; è indispensabile un aggiornamento di metodo di lavoro, tecnologico, formale, creativo.<br />
Dobbiamo evolvere da semplici “grafici programmatori” ad autori digi-tali completi per il mondo di Internet, quindi, esorto tutti ad avvicinarsi al mondo del video editing, del 3D, della fotografia, sempre pensando a come coniugare queste nuove conoscenze su Internet: stiamo imparando a fare video editing con Premiere e After Effects? Specializziamoci allora nel video streaming e nella messa online di filmati, documentari, video-news, eccetera, magari inseriamo delle prove sul nostro sito e vediamo come coniugare Flash ed il video (QuickTime 5, per esempio, che supporta Flash 4) per creare nuovi siti multimediali&#8230; poi proponiamo nuove soluzioni e nuovi approcci ad Internet e agli utenti dei nostri clienti.<br />
Abbiamo magari una macchina fotografica digitale?Allora avviciniamoci al mondo della fotografia, magari imparando a realizzare QuickTime VR, molto richiesti ultimamente&#8230; Non serve diventare super esperti inizialmente, una buona infarinatura basta anche per riuscire ad andare poi in outsourcing verso altri professionisti. L’obbiettivo è specializzarsi in campi che pochi conoscono, esattamente come due anni fa abbiamo fatto quando ci siamo avvicinati al Web design; di lavoro ce ne era tanto perché eravamo in pochi a saperlo fare.</p>
<p>Ora un semplice sito Internet lo sanno fare in molti, moltissimi.</p></blockquote>
<p><em>Tratto da “Computer Graphics &amp; Publishing” del Gennaio 2002. Lunga intervista di 6 pagine dedicata ad Antonio Moro (Estratto).</em></p>
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		<title>Libertà!</title>
		<link>http://itomizer.com/2003/05/03/liberta/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2003 17:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Un punto dolente per molti designers: la libertà creativa. Libertà creativa significa esprimere liberamente la propria creatività e concentrarla per ottenere un risultato. Molti designers sono portati a pensare che la libertà creativa debba sempre essere applicata al loro lavoro. Tutti vorrebbero che il cliente arrivi una mattina, ci dia due o tre linee generali e poi se ne torni a casa senza più disturbarci. Questa è &#8220;presunzione creativa&#8221;. </p>
<p>Quello che il designer deve fare è lavorare insieme al cliente, consigliarlo, dargli delle scelte e ascoltare quello che ha da dire sul prodotto che vuole realizzare. Quello che facciamo tutti i giorni è design, realizzare cioè prodotti che rispecchiano precise richieste e che nascono per l&#8217;utente in base a queste.<br />
Ovviamente questo scenario idilliaco di ambiente collaborativi designer-cliente è forse utopico, soprattutto in Italia. La dura verità è che i &#8220;clienti buoni&#8221; (come li chiamano i webdesigners) sono proprio pochi. Quello che ti chiede di solito un cliente è una bella brochure in rete del suo prodotto, possibilmente più bella di quella del signor Rossi, suo diretto concorrente.<br />
Non c&#8217;è ancora in Italia insomma una coscienza di quello che Internet può offrire, se non nelle grandi aziende.</p>
<p>Tutto il settore della piccola e media impresa, in cui operano migliaia di webdesigners freelance e piccole agenzie è costellato da self-made-man che vorrebbero anche un &#8220;self-made-website&#8221;, ma che proprio non ci riescono e allora si rivolgono al &#8220;primo rivenditore di siti&#8221; disponibile. Prima ci si toglie il dente e meglio è: consegna in quindici giorni, pagamento a sessanta, il logo l&#8217;ha disegnato mio figlio e vorrei una nuvola volante in homepage, sa, mi ricorda mia madre &#8230; mah.<br />
Il duro lavoro che ci aspetta è contribuire a creare questa coscienza che in Italia manca. Cerchiamo allora di fare capire ai nostri clienti quali sono queste nuove possibilità che Internet offre, come possono sfruttarle e cosa possono ricavare dagli investimenti che stanno facendo.<br />
L&#8217;imprenditore italiano ragiona a breve termine: oggi mi costa tot, domani mi rende quanto? Nostro compito sarà fargli capire quanto sia importante il media Internet, se sfruttato correttamente, per l&#8217;azienda. Attraverso la fidelizzazione dell&#8217;utente, la messa on-line di informazioni interattive ed aggiornate, il supporto on-line, la creazione di database sempre consultabili, la possibilità di utilizzare più media, approcci, ed interazioni per la presentazione di un prodotto o di una idea.</p>
<p>Internet ha infinite possibilità, noi lo sappiamo bene. Quello che dobbiamo fare è farlo scoprire anche ai nostri clienti.</p>
<p>Articolo uscito per la prima volta su <a href="http://www.braintwisting.com/articoli.php?id=16">BrainTwisting</a>.</p>
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