Il Webdesign nel Calcio

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Il calcio: lo sport che appassiona milioni di appassionati in tutto il mondo. Il calcio è lo sport più seguito e più ricco. I suoi tifosi sono tra i più fedeli e al tempo stesso estremi.
Il “sistema calcio” come è stato chiamato tante volte negli ultimi infelici anni italiani è fatto di tantissimi tasselli, grandi e piccoli, ma a noi ne interessa uno in particolare oggi: internet.

Rutelli: “Italia.it o cambia o è meglio chiuderlo”

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Italia.it il nostro portale preferito, di cui tanto abbiamo parlato in passato, costato 45 milioni di euro, pare non piacere più al ministro Rutelli che non ci gira attorno e proclama “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”.

La nuova società che ha da poco vinto la gara d’appalto per la gestione dei siti della PA ha annunciato che ha bisogno di almeno tre mesi di rodaggio prima di poter cominciare a lavorare seriamente allo svecchiamento del sito, saltando così la BIT, la borsa del turismo, appuntamento strategico per chiunque faccia turismo online…
Nel frattempo il sito è al 2.539/mo posto nella classifica degli accessi dei web nazionali.. come dire che non lo visita nessuno. Ovviamente la situazione europea non è poi tanto migliore, se confrontiamo il sito italiano con quelli di altri importanti paese europei vediamo che siamo si ultimi, ma non poi di tanto:

Statistiche Alexa

Statistiche Alexa

La cosa inquietante è poi vedere come il traffico di Italia.it sia rimasto uguale prima e dopo il lancio del portale (picco blu): come dire che quando non c’era nulla (se non un “in costruzione”) faceva gli stessi accessi di ora che ha contenuti. Allucinante. In pratica questo vuol dire che i visitatori di Italia.it sono in gran parte visitatori casuali, che digitano il dominio manualmente e non arrivano da motori di ricerca o altri siti.. un disastro.
Triste poi vedere come in occasione del suo lancio il portale italiano ha largamente surclassato non solo se stessa, ma anche tutti gli altri portali europei. Insomma i portali turistici nazionali non funzionano e basta: il problema non è certo solo italiano.

Ovviamente questo non giustifica nulla, per italia.it non si è fatto neanche un minimo di SEO (Search Engine Optimization) e se cerchiamo “Italy” o “Italia” su Google i risultati sono sconfortanti per il povero portale ufficiale italiano. Ho specificato “ufficiale” perché per fortuna su internet ci sono decine di altri siti dedicati all’Italia meglio indicizzati percui certo al turista che vuol venire in Italia non mancano informazioni utili.

Ma allora a cosa serve Italia.it? se anche i pochi contenuti presenti sono stati più volte contestati dalle regioni come non accurati se non addirittura sbagliati? non dovevano essere le regioni stesse a dover compilare questi contenuti? una grossa parte del famoso budget milionario era proprio destinato alle singole regioni che avrebbero dovuto occuparsi di riempire il portale di contenuti specifici ed aggiornati per arrivare alla creazione del più completo ed utile sito dedicato all’Italia.
Se pensiamo all’enormità del progetto iniziale e all’impegno richiesto si giustifica anche un pochino di più il budget stanziato: ovviamente non è accaduto niente di quello che si era prefissato, in puro italian style che non ha ormai più bisogno di commenti.

Siamo talmente abituati a queste cose che il commento di Rutelli non è stato “il progetto non è stato rispettato, prenderemo provvedimenti al più presto perché italia.it venga rifatto come doveva essere e ovviamente a spese zero”, ma piuttosto “non funziona, chiudiamolo e buttiamo nel cesso tutto il lavoro fatto e i soldi spesi”.
Una cosa assurda, che fa venire il magone, perché di indignarsi non abbiamo più la forza: siamo semplicemente stremati da tanta incompetenza e spreco.

Avanti così.

Update:
Altro commento di Rutelli sempre dalla stessa riunione al Comitato nazionale per il turismo:
«Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere».Incredibile. Facciano chi? il portale è statale, sveglia! siete VOI a dover fare qualcosa, non trattare le aziende che avete assunto con appalti come se fossere degli esterni a cui addossare tutte le responsabilità!

Questo articolo è uscito per la prima volta su DesignerBlog.

Philips Aurea: Nascita di una campagna online.

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Da poco lanciata sul mercato, la nuova linea di televisori Philips Aurea innova l’ambiente introducendo il concetto Ambilight ulteriormente migliorato rispetto ai vecchi modelli. Aurea costituisce un nuovo modo di guardare la televisione, assistiti dal colore che “esce” dallo schermo e va ad illuminare il retro del televisore espandendosi uniformemente.
A parte questo cappello pseudo pubblicitario, necessario per fare capire di cosa parliamo, il punto è che il sito di Philips Aurea è stato creato dallo studio inglese Unit 9 ed è effettivamente molto bello.

I magnifici 10

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Una escursione nei finalisti del Premio Web Italia.

Mi arriva questa mail dal “Premio Web Italia”:

Sono loro i magnifici 10. Quelli che si contenderanno, cioè, il titolo di Sito dell’Anno 2006 il prossimo 21 ottobre al MUMI di Francavilla al Mare (CH) nell’ambito della quinta edizione di Premio Web Italia. Scelti dalla giuria tecnica del premio dopo una selezione che ha visto ben 4116 candidati alla competizione scesi, dopo una prima scrematura, a 884 siti definiti “eccellenti” secondo i criteri del concorso che premia lo stile italiano nel web.

Ok! fantastico, saranno siti incredibili allora.
Ora me li guardo e vediamo chi sono i magnifici 10.. GIURO che sarò il più obiettivo possibile.

 

www.annaoxa.net

Uso smodato di flash, inutile. Design sbagliato, piace al designer sicuramente, ma fuori target completamente.. fantascientifico per AnnaOxa? che avete fumato? usabilità ai minimi termini, loading penosamente lunghi… stufa dopo due minuti di visione, ma a quanto pare ai giudici del premio interessano solo qualche pixel che si muove sullo schermo e qualche BLING! che viene emesso dalle casse (!!!!) che fa “FIGOO!”
ora… Addirittura questi mettono in basso i “premi” che hanno vinto.. questa storia delle medagliette che regalano i premi web sparsi per internet è veramente a dire poco PENOSA.

 

www.endrizzi.it

Dal logo mi sembrava una marca di vini.. ma dal sito per i primi 30 secondi ho pensato fosse un consorzio o qualcosa di statale (il logo del trentino in bella vista non aiuta).. poi navigando ho capito che effettivvamente è una marca di vino e questo è il suo sito ufficiale.. pessimo inizio. navigandolo ho iniziato ad apprezzarlo però, un buon sito HTML… design essenziale, ma giusto.
Giusto valore al bel logo aziendale. Peccato per quelle foto che vanno sopra al menù (“clicca qui per tornare al menù”.. dai su non scherziamo).
E’ un buon sito senz’altro, ma da qui a dire che è tra i migliori 10 in Italia ne passa.. questa è la base proprio.

 

www.ernestomeda.it

Carina l’idea del “filmato” che avanza attraverso le varie cucine disponibili. Inutilmente complicata la rappresentazione dello stesso in basso, che dovrebbe spiegare cosa succede e al contrario complica solo la vita a chi osserva (che senso ha spiegare uno slideshow?).
Inspiegabile il logo aziendale ridotto ai minimi termini in alto a sinitra.. buon posizionamento, pessimo dimensionamento.. manie estetiche? il “tutto piccolo” ha senso se si mantengono le proporzioni e si lavora su fondali decenti.. se il menù al contrario è grande come il logo.. c’è qualcosa che “tocca”.
La scelta tipografica mi lascia perplesso.. sembrerebbe un Helvetica, ma rende proprio male.. non capisco.. forse hanno usato un Arial? sono le dimensioni e i pesi che sono sbagliati rispetto alle proporzioni del sito.. per un profano sono sciocchezze, in realtà il tutto rende un fastidioso senso di inesteticità.. lo vedo solo io? un designer queste cose le nota e le corregge.. sembra buttato via allo stato attuale.
Il menù ha un solo livello per tutto.. dalle ultime notizie (z.island bla bla) alle informazioni tecniche alla versione italiana.. impazziti o semplicemente senza la voglia il tempo di fare un progetto serio? un solo livello vuol dire che clicco tutto senza cercare..
questo è un finto bel sito: in realtà è proprio tirato via.

 

www.internazionale.it

Il sito di una delle mie riviste preferite. La rivista ha un design splendido, soprattuto da un punto di vista tipografico.
Sa unire caratteri e spazi sapientemente con colori neutri spezzati dal “rosso” istituzionale.. il sito è un portalino ordinatino alquanto scialbo. Non ripropone minimante gli stilemi che avrebbe potuto ereditare dalla rivista, inspiegabilmente.
Piuttosto si arrampica sulla semplicità estrema diventando insipido come pochi. Ha il problema di tutti i siti dei giornali/quotidiani: troppi contenuti, poco design.
Una cura del dettaglio e dell’impaginazione maggiore avrebbe aiutato l’utente a districarsi tra le mille sezioni/lanci/articoli/strilli.. peccato, occasione mancata.

 

www.maxcoppeta.it/terradibabilonia

Difficile da valutare questo sito. Sicuramente fa il suo lavoro: presentare uno spettacolo teatrale, cercando di ripresentarne l’estetica, le sensazioni, l’atmosfera. Mettere più in evidenza il menù sarebbe stato meglio: io mi sono “sorbito” tutta l’introduzione animata prima di trovarlo a sinistra. Mi sembra un buon sito in fin dei conti, non è un capolavoro, ma fa quello che ci si aspetta.

 

www.metrotorino.it

Un buon sito informativo, rovinato da un PESSIMO logo su cui mi cade l’occhio inorridito di continuo.
L’uso dei pixelfont (quelli senza anti-alias) rende tutto più chiaro, ma ormai è una moda che sta appiattendo il design, sicuramente sono esteticamente carini.. ma vederli ovunque sta creando un piattume non indifferente.
Stesso discorso per tutti gli effettini su link/scritte/foto.. sono le solite cose viste e riviste insieme ai pixel font. E’ insomma il classico bel sito in flash, questa volta unito sapientemente alla parte HTML.
Il problema che ha è che è anonimo. Anonimo perchè come detto lavora su stilemi usati ovunque, con elementi grafici inesistenti. Anonimo perchè non lavora minimanete sull’immagine coordinata di quello che presenta (perfortuna viene da dire..) e neanche sull’estetica forte che ha l’argomento trattato: un sito che parla di una metropolitana dove la metropolitana si vede così poco.. peccato si poteva e doveva giocare di più su un’estetica forte come quella del Metrò.

 

www.mono-no-aware.org

Questo non è un sito internet, ma una pagina che ospita tre concept video che possono piacere o meno (a me piacciono molto).. Di sicuro non capisco come possa essere stato inserito in una classifica di “miglior sito dell’anno” quando non ha niente di un sito internet.. inconcepibile.

 

www.no-thing.it

“Il primo portale del sapere in MP3”..  Un portale destinato ai non vedenti mi viene subito da pensare.. peccato che di accessibile ha poco o niente. Se invece è destinato ai “vedenti”.. allora proprio non ci siamo, design al limite dell’infantile, tipografia inesistente e spazi scelti apparentemente a caso: mi viene da pensare che sia finito qua per scherzo? Forse si è voluto premiare l’idea originale (???) o cos’altro?
Riunire file audio che raccontano un’enciclopedia è una bella idea, costruire un’interfaccia tra questo archivio e il mondo esterno senza nessun criterio è stupidità.

 

www.regione.sardegna.it

E vai di portalone! Amo il Premio Web Italia perchè ogni anno la marchetta al sito statale la deve fare, non c’è niente fa fare proprio. Questo sito riprende gli errori visti per “Internazionale”: tutto molto pulito e ordinato, tutto al suo posto.
Ma manca una progettazione che imposta le rilevanze grafiche in modo da aiutare l’utente. Se tutto ha la stessa importanza la navigazione diventa difficoltosa, è così difficile da capire e implementare? E poi dovè la sardegna? niente foto, niente accenni grafici o estetici.. potrebbe essere il portale di una qualunque altra regione, anzi: di un qualunque altro argomento.. sembra un template estetico riciclato o comprato ed adattato.
Il classico esempio di accessibilità estrema che uccide un sito e lo rende piatto e anonimo: sacrilegio.

 

www.stefanel.it

E rieccoci ai pixel fonts. Una foto gigante di sfondo, pixel font ed effettini. Tutti uguali questi siti, l’ho detto e lo ripeto. Che c’è qua di Stefanel? Sono i designer che non sanno raccontare le aziende o le aziende che non hanno più nulla da raccontare? Il servizio fotografico sarà costato molto, ma com’è presentato ora sembra il sito personale di Gisele Bundchen, non quello di Stefanel.
Anonimo, anonimo, anonimo! poco importa che sembri ben fatto! questo sito non comunica e non lascia nulla. A morte i pixel font, ridateci il buon design!

 

Osservazioni finali.

Sicuramente non è facile creare, organizzare e portare avanti un premio per il web italiano.
Un po’ perchè il livello del web italiano è quello che è.. un po’ perchè ci si deve accontentare dei siti che poi effettivamente vengono iscritti.

Quello che mi chiedo è come vengono fatte certe selezioni.. io mi rifuto di pensare che i 10 siti che ho appena visto siano i 10 migliori tra le centinaia iscritte al premio.. men che meno che siano i 10 migliori siti italiani (Dio ci aiuti in tal caso!).
Allora se già i siti iscritti decenti sono pochi, cerchiamo di farli selezionare a qualcuno di INDIPENDENTE e PREPARATO, perchè a quanto pare questo non è stato fatto.
Se poi vogliamo dirla tutta.. che senso ha guardare solo i siti iscritti se il concorso è semi-gratuito? Il premio Web italia nel bene o nel male è tra i più famosi in Italia e senz’altro il più “vicino” ai piccoli/medi studi italiani, quelli che creano la gran parte del web italiano, della nostra immagine sul web italiano… e allora cerchiamo di valorizzare al massimo il materiale che arriva e i professionisti più seri.

Più design, meno web.

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Come faccio a fare la tal cosa con i css? Xml, xtml, xhtkhl, jspthsl … tutte domande tecniche che girano sulle mailing list, insieme ad una serie infinita di “guarda il mio sito”, “guarda il tal sito”, “aiutami con questo script”, ecc. Tutte domande fondamentalmente tecniche che spessissimo riguardano aspetti che influiscono sull’utente in piccolissima parte.