Il mito Brionvega

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Brionvega è, senza alcun dubbio, una di quelle marche italiane che hanno lasciato il segno nella storia del design mondiale e che, ancora oggi, vivono nella passione degli appassionati collezionisti di modernariato in tutto il mondo.

Triennale Design Museum

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Dopo un travaglio infinito di oltre cinquanta anni è stato da poco inaugurato presso la Triennale di Milano il nuovo Design Museum, o meglio, il Museo Italiano del Design.
Ho letto in giro vari commenti, ma credo che il servizio migliore per prima cosa sia la pubblicazione di una gallery fotografica, in modo che tutti possano valutare se il museo è potenzialmente interessante senza doversi imbarcare prima in un viaggio verso Milano. Mi sono quindi armato di macchina fotografica e ho preso il mio bel treno: destinazione Milano, Palazzo della Triennale.

Intervista ad ADCI

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Continua la nostra serie di interviste alle associazioni e andiamo oggi ad affrontare una “delle grandi”: l’Art Director Club Italiano.
Come vedremo insieme a Gianguido Saveri, segretario dell’ADCI, entrare a fare parte dell’associazione (o meglio del club) non è per niente facile, si entra infatti per merito e questo merito è valutato in base a concorsi vinti o lavori pubblicati.

Intervista ad ACTA

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Iniziamo il nostro ciclo di interviste alle associazioni italiane di categoria con ACTA, forse l’associazione che mi ha colpito di più tra quelle che ho visto online prima di inviare gli inviti a rispondere ad un poco di domande su argomenti concreti. ACTA è molto giovane e si può dire che fino ad ora ha fatto poco, ma è forse la più concreta, almeno su carta, delle associazioni che vedremo nei prossimi giorni.
Lascio però descrivere ACTA dal suo presidente, Anna Soru.

Rutelli: “Italia.it o cambia o è meglio chiuderlo”

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Italia.it il nostro portale preferito, di cui tanto abbiamo parlato in passato, costato 45 milioni di euro, pare non piacere più al ministro Rutelli che non ci gira attorno e proclama “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”.

La nuova società che ha da poco vinto la gara d’appalto per la gestione dei siti della PA ha annunciato che ha bisogno di almeno tre mesi di rodaggio prima di poter cominciare a lavorare seriamente allo svecchiamento del sito, saltando così la BIT, la borsa del turismo, appuntamento strategico per chiunque faccia turismo online…
Nel frattempo il sito è al 2.539/mo posto nella classifica degli accessi dei web nazionali.. come dire che non lo visita nessuno. Ovviamente la situazione europea non è poi tanto migliore, se confrontiamo il sito italiano con quelli di altri importanti paese europei vediamo che siamo si ultimi, ma non poi di tanto:

Statistiche Alexa

Statistiche Alexa

La cosa inquietante è poi vedere come il traffico di Italia.it sia rimasto uguale prima e dopo il lancio del portale (picco blu): come dire che quando non c’era nulla (se non un “in costruzione”) faceva gli stessi accessi di ora che ha contenuti. Allucinante. In pratica questo vuol dire che i visitatori di Italia.it sono in gran parte visitatori casuali, che digitano il dominio manualmente e non arrivano da motori di ricerca o altri siti.. un disastro.
Triste poi vedere come in occasione del suo lancio il portale italiano ha largamente surclassato non solo se stessa, ma anche tutti gli altri portali europei. Insomma i portali turistici nazionali non funzionano e basta: il problema non è certo solo italiano.

Ovviamente questo non giustifica nulla, per italia.it non si è fatto neanche un minimo di SEO (Search Engine Optimization) e se cerchiamo “Italy” o “Italia” su Google i risultati sono sconfortanti per il povero portale ufficiale italiano. Ho specificato “ufficiale” perché per fortuna su internet ci sono decine di altri siti dedicati all’Italia meglio indicizzati percui certo al turista che vuol venire in Italia non mancano informazioni utili.

Ma allora a cosa serve Italia.it? se anche i pochi contenuti presenti sono stati più volte contestati dalle regioni come non accurati se non addirittura sbagliati? non dovevano essere le regioni stesse a dover compilare questi contenuti? una grossa parte del famoso budget milionario era proprio destinato alle singole regioni che avrebbero dovuto occuparsi di riempire il portale di contenuti specifici ed aggiornati per arrivare alla creazione del più completo ed utile sito dedicato all’Italia.
Se pensiamo all’enormità del progetto iniziale e all’impegno richiesto si giustifica anche un pochino di più il budget stanziato: ovviamente non è accaduto niente di quello che si era prefissato, in puro italian style che non ha ormai più bisogno di commenti.

Siamo talmente abituati a queste cose che il commento di Rutelli non è stato “il progetto non è stato rispettato, prenderemo provvedimenti al più presto perché italia.it venga rifatto come doveva essere e ovviamente a spese zero”, ma piuttosto “non funziona, chiudiamolo e buttiamo nel cesso tutto il lavoro fatto e i soldi spesi”.
Una cosa assurda, che fa venire il magone, perché di indignarsi non abbiamo più la forza: siamo semplicemente stremati da tanta incompetenza e spreco.

Avanti così.

Update:
Altro commento di Rutelli sempre dalla stessa riunione al Comitato nazionale per il turismo:
«Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere».Incredibile. Facciano chi? il portale è statale, sveglia! siete VOI a dover fare qualcosa, non trattare le aziende che avete assunto con appalti come se fossere degli esterni a cui addossare tutte le responsabilità!

Questo articolo è uscito per la prima volta su DesignerBlog.

Prospettive: Zero

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L’Assenza di scuole di arte e design degne di questo nome in Italia comincia a farsi sentire. Il mercato del lavoro è popolato da autodidatti che si arrabattano e sedicenti “eurodesigners” appena usciti da Istituti che di istituire non hanno voglia e tempo.

Libertà!

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Un punto dolente per molti designers: la libertà creativa. Libertà creativa significa esprimere liberamente la propria creatività e concentrarla per ottenere un risultato. Molti designers sono portati a pensare che la libertà creativa debba sempre essere applicata al loro lavoro. Tutti vorrebbero che il cliente arrivi una mattina, ci dia due o tre linee generali e poi se ne torni a casa senza più disturbarci. Questa è “presunzione creativa”.